È stato pubblicato sul sito del Ministero dell'Agricoltura l'Avviso Pubblico del 23 febbraio 2026 che approva il Regolamento Operativo recante le modalità di presentazione delle domande di accesso alla realizzazione di impianti fotovoltaici da installare su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, a cui sono destinati 789 milioni di euro nell'ambito della nuova misura del Pnrr, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Facility Parco Agrisolare (M2C1-I4).
Imprese beneficiarie
Possono beneficiare delle risorse i progetti presentati dai soggetti individuati all'articolo 2 del Decreto Ministeriale numero 681806 del 17 dicembre 2025, ovvero: gli imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria, le imprese agroindustriali, le cooperative agricole che svolgono attività agricola e le cooperative o loro consorzi e tali soggetticostituiti in forma aggregata.
I criteri di priorità
In linea con quanto previsto dal Decreto Ministeriale numero 681806 del 17 dicembre 2025 oltre al criterio di anteriorità della data di presentazione delle domande, si applicano, nell'ordine, i seguenti criteri di priorità dei progetti, per l'accesso alle risorse stanziate per la misura:
a) progetti non ammessi a finanziamento a valere sulla Misura M2C1-2.2 Parco Agrisolare, ai sensi degli avvisi del 23 agosto 2022, 21 luglio 2023 e 19 agosto 2024, oppure progetti ammessi a tale finanziamento, per il quale sia stata formalizzata rinuncia in data antecedente al 24 febbraio 2026;
b) progetti da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, fino al raggiungimento del 40% delle risorse previste per ciascuna delle categorie di aziende finanziabili;
c) progetti il cui soggetto proponente è iscritto, alla data di presentazione dell'istanza, alla rete agricola di qualità, previsto dalla Legge numero 116 del 11 agosto 2014;
d) progetti che rispettano specifici criteri qualitativi e garantiscono specifiche caratteristiche di efficienza. In particolare, sarà garantita priorità nel caso in cui vengano impiegati moduli fotovoltaici i cui produttori risultino iscritti al Registro dei Moduli Fotovoltaici di Enea (redatto ai sensi dell'articolo 12 comma 1 del Decreto Legge 9 dicembre 2023) e ricadano nella Categoria B o C;
e) progetti non ammessi a finanziamento sugli avvisi precedenti o per i quali era stata formalizzata rinuncia al finanziamento prima dell'emanazione dell'Avviso del 23 febbraio 2026, ma non ricadenti nelle tipologie individuate dalle lettere b), c) e d).
Come presentare le domande
Le domande, redatte in conformità alle istruzioni del Regolamento, potranno essere presentate, a pena di irricevibilità, esclusivamente tramite la Piattaforma informatica appositamente predisposta dal soggetto attuatore Gse Spa a decorrere dalle ore 12:00 del giorno 10 marzo 2026 e fino alle ore 12:00 del giorno 9 aprile 2026.
La spesa massima ammissibile complessiva, per singolo soggetto beneficiario, non può in ogni caso superare l'importo di 2 milioni e 260mila euro.
Intensità di aiuto pubblico
L'intensità di aiuto pubblico per le imprese agricole in senso stretto e le imprese di trasformazione agroindustriali è dell'80% della spesa ammissibile.
Per le imprese che trasformino i prodotti agricoli in non agricoli e per le imprese agricole che puntino ad impianti che eccedano l'autoconsumo di energia, l'intensità di aiuto scende al 30% della spesa ammessa.
Procedura a sportello
Le agevolazioni verranno concesse mediante una procedura a sportello sino ad esaurimento delle risorse disponibili. Per informazioni e richieste di chiarimento è possibile consultare la sezione dedicata del sito del Gse.
Suddivisione delle risorse per categorie di aziende
Ferma restando la clausola che dirotta il 40% delle risorse alle domande provenienti dal Mezzogiorno d'Italia, i finanziamenti saranno così ripartiti per categorie di aziende:
a) alle imprese del settore della produzione agricola primaria 473 milioni;
b) alle imprese del settore della trasformazione di prodotti agricoli,150 milioni;
c) alle imprese del settore della trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli, 10 milioni;
d) alle imprese del settore della produzione agricola primaria, senza il vincolo dell'autoconsumo 140 milioni di euro.
Le imprese del settore della produzione agricola primaria possono presentare domande a valere sulle risorse alternativamente del punto a) o del punto d). Qualora l'impresa presenti domande a valere sulle risorse di entrambi i punti, solo una domanda potrà essere valutata.
Una misura da 3,15 miliardi
Il successo dell'iniziativa Parco Agrisolare ha indotto la Commissione Europea a finanziare a più riprese la misura. Si è passati da una dotazione originaria di 1,5 miliardi di euro a 2,3 miliardi dopo la prima rimodulazione. Con quest'ultima, che prevede 800 milioni di euro aggiuntivi, la dotazione arriva a 3,15 miliardi di euro.
Già oggi con i 2,35 miliardi di euro sono stati finanziati oltre 23mila progetti ed il target assegnato, in termini di potenza da fonti rinnovabili da installare, è stato addirittura quadruplicato passando da 375 MW a oltre 1.500 MW. Per il settore agricolo ciò equivale ad un aumento della potenza installata del 47,7% rispetto a quella esistente, con i progetti già realizzati la capacità solare installata aumenta la capacità del 26%. Per alcune regioni, soprattutto quelle del Sud, l'aumento della capacità è ben più consistente: Campania +120%, Molise +112%, Puglia +76%. Alla data odierna oltre 15mila impresehanno già completato l'investimento con una potenza installata di circa 1.000 MW.
Il nuovo avviso per un importo di 789 milioni si stima possa finanziare tra 4mila e 6mila nuove imprese. La misura finanzia l'installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti dei fabbricati rurali, considerando anche stalle, cantine, magazzini, serre. Se fossero stati installati a terra avrebbero richiesto l'uso di 3mila ettari di terra che oggi invece possono essere utilizzati a scopi agricoli.
La misura inoltre prevede il finanziamento di altri interventi complementari che fanno registrare risultati degni di nota. È il caso della rimozione dell'amianto che con i progetti finanziati ad oggi consentirà di smaltire oltre 3,6 milioni di metri quadrati del materiale pari al 2,4% del totale dei siti mappati a livello nazionale dal Ministero dell'Ambiente.
Inoltre, il dotarsi di oltre 17mila sistemi di accumulo, nei progetti già finanziati, ha consentito alle imprese agricole di entrare in possesso di 721 Mw di capacità di accumulo, ossia il 7,9% della capacità di accumulo totale italiana registrata nel 2024 dal Gse. Gli altri interventi finanziati comprendevano anche le coibentazioni e la dotazione di dispositivi di ricarica.


