Progetto realizzato con il contributo del Programma di sviluppo rurale 2014-2020
Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale: l’Europa investe nelle zone rurali
Progetto realizzato con il contributo del Programma di sviluppo rurale 2014-2020
Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale: l’Europa investe nelle zone rurali
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto cosiddetto “Ristori”, contenente ulteriori misure la tutelare della salute e per sostenere i settori produttivi colpiti dall'emergenza covid. Il testo aveva ricevuta la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato ed è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale in edizione straordinaria.
I settori produttivi sono identificati con i codici Ateco, per un ammontare complessivo di 5,4 milardi di contributi.
Vediamo le diverse percentuali di contribuzione per quali attività sono previste
Ristori al 100%
Le due categorie che devono "accontentarsi" di ricevere lo stesso contributo dell'ultimo decreto sono solo due: trasporto con taxi e trasporto mediante noleggio di autovetture da rimessa con conducente.
Ristori al 150%
Molto variegato il gruppo che include i ristori al 150% e che va dalle gelaterie e pasticcerie, comprese quelle ambulanti, a tutto il settore dell'ospitalità, alberghi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, campeggi, affittacamere, agriturismo. Stessa quota per i bar senza cucina, mentre la ristorazione con somministrazione è al 200%. Stessa differenza anche per pasticcerie e gelaterie ambulanti rispetto alla ristorazione ambulante: rimborsi al 150% le prime e al 200% per le seconde, nonostante la forte affinità tra le due attività.
Ristori al 200%
Tutta la ristorazione ha ottenuto di raddoppiare i rimborsi rispetto alla quota precedente. Non solo ristoranti, ma anche le attività di ristorazione connesse alle aziende agricole, il catering per banchetti ed eventi. Inoltre in questa tipologia di ristoro rientrano gli operatori dello sport e dello spettacolo, palestre, club sportivi, piscine, stadi, cinema, sale da concerto, attività di supporto alle attività artistiche, l'elenco è molto dettagliato e cerca anche di includere "l'indotto". E ancora, centri termali, sale da gioco, organizzazioni congressuali, attività di organizzazioni associative.
Ristori al 400%
C'è un'unica categoria: quella delle discoteche, sale da ballo, night club e simili. Evidentemente il governo ritiene che sia questa la categoria che ha ricevuto i danni maggiori.
Sarà l’Agenzia delle entrate a bonificare sull’iban le somme dovute: entro il 15 novembre alle aziende che hanno già avuto in passato il contributo, entro la fine dell’anno alle altre.
Per esempio, un piccolo bar che aveva ricevuto 2mila euro ora ne prenderà 3mila. Un hotel con ricavi fino a 400mila euro riceverà in media 4.153 euro. Il 200% . Un grande ristorante, che col dl Rilancio aveva avuto 13mila euro, ora ne prenderà 26 mila. Per tutti gli indennizzi c’è un tetto di 150mila euro. Il decreto finanzia con 400 milioni un fondo per l’export e le fiere internazionali, con altri 400 milioni un fondo per gli operatori turistici, con 100 la filiera agricola e con 50 le associazioni sportive dilettantistiche.
Per quanto attiene alle novità previste su lavoro, fisco ed assistenza, le delineiamo qui in sintesi.
Lavoro
Vengono introdotte altre sei settimane di cassa integrazione, con una spesa per lo Stato di 1,6 miliardi di euro. Le sei settimane andranno utilizzate nel periodo che va dalla metà di novembre fino alla fine di gennaio. È previsto un contributo addizionale a carico del datore di lavoro, parametrato sulla sua perdita di fatturato: arriva a un massimo del 18% dello stipendio che avrebbe preso il lavoratore in cassa per le aziende che non hanno perso fatturato, e si azzera per quelle che hanno subito un calo pari o superiore al 20%. Sempre il 31 gennaio scade il blocco dei licenziamenti, introdotto all’inizio della crisi. Dal giorno dopo non potrà licenziare solo chi starà effettivamente usando la cassa integrazione, non chi ha ancora ore a disposizione come invece avviene adesso. Nella legge di Bilancio, approvata dieci giorni fa dal Consiglio dei ministri con la formula del «salvo intese» ma non ancora presentata in Parlamento, ci dovrebbero essere altre dodici settimane di cassa integrazione, da utilizzare nel 2021, entro la fine di giugno. Il decreto legge approvato introduce l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per le aziende che hanno sospeso o ridotto l’attività, fino a un massimo di quattro mesi. E due indennità riservate ad alcuni specifici settori: mille euro per i lavoratori stagionali, degli stabilimenti termali e dello spettacolo. E 800 euro ai lavoratori dello sport, per una spesa totale di 124 milioni di euro.
Fisco
Viene cancellata la seconda rata dell’Imu — l’imposta sugli immobili in scadenza il 16 dicembre — per tutte le attività prese in considerazione dall’ultimo Dpcm: bar, ristoranti, palestre e così via. Naturalmente bisogna essere allo stesso tempo gestori dell’attività e proprietari dell’immobile. L’operazione costa 116 milioni di euro. Se invece il gestore paga un affitto per il locale, situazione più comune, viene esteso anche a ottobre, novembre e dicembre il meccanismo del credito d’imposta. La misura c’era già ma viene allargata alle imprese con ricavi superiori ai 5 milioni di euro, sempre a patto che abbiano subito un calo del fatturato di almeno il 50%. Si tratta di uno sconto sulle tasse future pari alla somma dei tre affitti. Il credito d’imposta può essere anche girato al proprietario del locale, che a quel punto non chiederà più i tre mesi di canone. Il costo per lo Stato è di 240 milioni di euro. Fino alla fine dell’anno vengono sospesi i pignoramenti che riguardano l’abitazione principale del debitore. Slitta dal 2 al 30 novembre il termine per presentare il modello 770 da parte dei sostituti di imposta, come le aziende che certificano le trattenute a carico dei dipendenti.
Assistenza
Ci saranno anche «due mensilità» in più, ha detto Gualtieri, per i nuclei familiari percettori del Reddito di emergenza (in media 560 euro per circa 300mila famiglie) usando i fondi risparmiati sullo stanziamento iniziale. Il decreto dispone infine il diritto a ottenere un voucher (non il rimborso) per i biglietti degli spettacoli che non si terranno fino al 31 gennaio. Al provvedimento sono state agganciate anche altre misure, come gli 85 milioni per acquistare computer per gli studenti.
Smart working se quarantena figli under 16
Il decreto prevede anche che sarà possibile richiedere il lavoro agile - il cosiddetto smart working - anche per i genitori con i figli tra 14 e 16 anni che siano costretti a stare in quarantena. E' una delle norme a tutela dei lavoratori con figli che frequentano le scuole introdotta nel decreto Ristori che aumenta fino a 16 anni la possibilità finora prevista per i figli under14. Tra le norme anche quella che consente di ottenere, per uno dei genitori, l'astensione dal lavoro in caso di sospensione dell'attività didattica e di impossibilità di usufruire del lavoro agile. In questo caso fino a 14 anni si ha diritto al congedo al 50% della retribuzione, mentre tra i 14 e i 16 anni l'astensione non viene retribuita.
Stanziati 30 milioni per i tamponi rapidi
Nel decreto ristori ammonta a 30 milioni di euro lo stanziamento per i tamponi rapidi per le varie regioni. All'articolo 18 del testo, sono indicate le disposizioni urgenti per l'esecuzione di tamponi antigenici rapidi da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera sceltà. "Al fine di sostenere ed implementare il sistema diagnostico dei casi di positività al virus Sars-Cov-2 attraverso l'esecuzione di tamponi antigenici rapidi da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, secondo le modalità definite dagli Accordi collettivi nazionali di settore, è autorizzata per l'anno 2020 la spesa di euro 30.000.000", si legge nel decreto.
Cinquanta milioni per le associazioni e le società sportive dilettantesche
All'articolo 3 del decreto ristori, è poi previsto un 'fondo per il sostegno delle associazioni e società sportive dilettantistiche'. "Al fine di far fronte alla crisi economica delle associazioni e società sportive dilettantistiche determinatasi in ragione delle misure in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19, è istituito nello stato di previsione del ministero dell'economia e delle finanze il 'Fondo per il sostegno delle Associazioni Sportive Dilettantistiche e delle Società Sportive Dilettantistiche', con una dotazione di 50 milioni di euro per l'anno 2020, che costituisce limite di spesa, le cui risorse, sono trasferite al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, per essere assegnate al Dipartimento per lo Sport".
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A inizio mese di novembre è stato emanato il Decreto n. 149, recante: “Ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese e giustizia, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 cosiddetto “Ristori-bis”, che interviene con uno stanziamento aggiuntivo di risorse, destinato al ristoro delle attività economiche interessate, direttamente o indirettamente, dalle restrizioni disposte a tutela della salute, al sostegno dei lavoratori in esse impiegati, nonché con ulteriori misure connesse all’emergenza in corso.
Gli interventi di maggior interesse sono:
Rifinanziamento Caf
Con tale disposizione si provvede ad autorizzare la spesa di 5 milioni di euro per l’anno 2020, da trasferire all’INPS, al fine di consentire ai beneficiari delle prestazioni agevolate di ricevere l’assistenza dei Centri di assistenza fiscale CAF nella presentazione delle dichiarazioni sostitutive uniche ai fini ISEE, affidata ai medesimi centri di assistenza fiscale.
Esonero contributivo a favore delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura
Si estende anche al mese di dicembre 2020 il beneficio dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali agli stessi soggetti interessati dall’esonero di cui all’articolo 16, commi 1 e 2, del decreto legge 28 ottobre 2020, n. 137 (c.d.Decreto Ristori).
Quarta gamma
La disposizione sostituisce l’articolo 58-bis del decreto legge 14 agosto 2020, n.104 (c.d.decreto agosto), convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, che, come richiesto da Confagricoltura, prevedeva l’istituzione di un Fondo per la promozione dei prodotti ortofrutticoli di quarta gamma, con una dotazione finanziaria stabilita nel limite di 20 milioni di euro nell’anno 2020. Il contributo è concesso per la raccolta prima della maturazione o la mancata raccolta dei prodotti ortofrutticoli destinati alla quarta gamma ed alla prima gamma evoluta, sulla base delle informazioni disponibili nel fascicolo aziendale e nel registro dei trattamenti di cui al decreto legislativo 14 agosto 2012, n. 150.
Lo stanziamento complessivo della misura è stabilito nel limite massimo di 20 milioni di euro per l’anno 2020. Nel caso di superamento del predetto limite complessivo di spesa di 20 milioni di euro, l’importo del contributo è ridotto proporzionalmente tra i soggetti beneficiari. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, sentite le Regioni, sono stabiliti criteri e modalità di attuazione di tale disposizione.
Inoltre, con questo decreto bis, si sopprime l’articolo7 del decreto legge “ristori uno”che prevedeva il fondo di 100milioni assegnato al Mipaaf e che viene di fatto utilizzato per il finanziamento del mese supplementare di esonero contributivo (dicembre 2020).
Cambia notevolmente il perimetro dell’articolo 58-bis del decreto legge “agosto” che prevede il fondo per la quarta gamma. In sostanza ora i 20 milioni già previsti vengono destinati con importanti novità sul piano dei profili oggettivi e soggettivi dei prodotti e dei soggetti beneficiari.
Essenzialmente:
si estende la misura dalla quarta gamma anche alla “prima gamma evoluta” e cioè al prodotto ortofrutticolo fresco confezionati e non lavati e pronti per il consumo; cambia il soggetto beneficiario che è ora individuato precisamente con le OP e le loro associazioni e il contributo è commisurato al calo di fatturato ma collegato alla raccolta anticipata o alla mancata raccolta dei prodotti ortofrutticoli di quarta e di prima gamma evoluta.
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