news
CORONAVIRUS. I protocolli operativi per le aziende. Ciò che sappiamo ad oggi
14/05/2020

CORONAVIRUS. I protocolli operativi per le aziende. Ciò che sappiamo ad oggi

Sabato 14 marzo, a seguito di un confronto tra Governo e parti sociali avviato per identificare linee guida condivise per l’adozione da parte delle imprese di protocolli di sicurezza anti - contagio, è stato sottoscritto un “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”.

A seguito dell’adozione del DPCM 11 marzo 2020 e seguenti DPCM, infatti, la prosecuzione (e la conseguente ripresa) delle attività produttive può avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino ai lavoratori adeguati livelli di protezione. 

Ciò vale a maggior ragione per il settore agricolo che oggi ha la responsabilità di mantenere adeguati livelli di produzione per garantire l’approvvigionamento della filiera agroalimentare.

Il Protocollo prevede , nella sua versione originale, che è più marcata per i comparti industriali, artigianali, del commercio e dei servizi gli obblighi di:

• informazione sulle disposizioni dell’autorità;

• organizzazione delle modalità di ingresso in azienda, quali il controllo della temperatura corporea e la preclusione dell’accesso a chi provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS;

• organizzazione delle modalità di accesso dei fornitori esterni, quali ad esempio procedure ingresso, transito e uscita;

• pulizia e sanificazione dell’azienda;

• precauzioni igieniche personali, quali messa a disposizione dei lavoratori di idonei mezzi detergenti per le mani;

• adozione dei dispositivi di igiene individuale, in particolare mascherine ed altri dispositivi di protezione (guanti, occhiali, tute, camici, etc.) ove il distanziamento di un metro non sia praticabile; • gestione degli spazi comuni, quali per esempio il contingentamento degli accessi a tali spazi;

• organizzazione aziendale, quali ad esempio la turnazione del personale;

• gestione degli spostamenti interni all’azienda, compreso il divieto di riunioni;

• gestione di una persona sintomatica in azienda, quali l’isolamento immediato e l’informativa alle autorità sanitarie;

• sorveglianza sanitaria, in particolare in situazioni di particolare fragilità e patologie attuali o pregresse dei dipendenti;

• aggiornamento del protocollo di regolamentazione.

Come noto siamo tutti consapevoli di come la specificità dei processi produttivi agricoli determini oggettive difficoltà nell’adeguamento dell’organizzazione del lavoro alle prescrizioni del Protocollo, ma siamo altrettanto consapevoli di quanto, per la tenuta del nostro sistema produttivo, sarà importante lo sforzo che le singole imprese faranno.

Il protocollo per il contenimento del contagio da COVID-19 sui luoghi di lavoro verrà declinato in una versione specifica per le imprese agricole: su questo argomento sono al lavoro le organizzazioni datoriali agricole, come la nostra Confagricoltura e i sindacati dei lavoratori, com’è stato specificamente richiesto da FLAI-CGIL FAI-CISL e UILA-UIL.

A breve dovrebbe essere editato, e quindi siglato, questo protocollo, ma in attesa di ciò pensiamo sia cosa utile fornire a tutte le aziende associate, al di là di questa premessa introduttiva, un documento che contiene:

·       Il testo completo del richiamato accordo tra Governo e Parti Sociali, firmato il 14 marzo 2020;

·       Un vademecum generale (protocollo) utilizzabile per la nostre realtà aziendali, quanto meno come utile traccia, fermo restando che settori produttivi differenti e contesti logistico – operativi diversi, richiedono vademecum (e dunque protocolli) molto differenti tra loro.

Le nostre strutture tecniche, sono quindi a disposizione di voi tutti per una consulenza su ciò di cui al precedente punto.

Ricordiamo, infine, che le aziende sono pregate di informare tempestivamente l’ASL in merito a eventuali casi sospetti, per contenere la diffusione del contagio tra i lavoratori e le loro famiglie.