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BREXIT: esportazione delle piante aromatiche. Nuove regole dal 4 marzo 2021. Le azioni di Confagricoltura

06 marzo 2021
BREXIT: esportazione delle piante aromatiche. Nuove regole dal 4 marzo 2021. Le azioni di Confagricoltura -  News | Confagricoltura Liguria

Il 19 febbraio scorso Confagricoltura ha appreso, per vie informali, che il Regno Unito l’11 febbraio aveva emanato una normativa - diramata ufficialmente a tutti i servizi fitosanitari degli Stati membri solo qualche giorno dopo, ovvero il 17 febbraio successivo - che sarebbe entrata in vigore già dal 4 marzo e che prevedeva nuove stringenti requisiti in merito all’importazione, di alcune specie di piante, da Paesi dove è nota la presenza di Xylella.

La nuova normativa impone, per alcune specie sensibili alla Xylella (polygala, rosmarino, lavanda, etc..), nuove rigide condizioni per poter esportare verso il Regno Unito, tra le quali “ispezioni sul luogo di produzione ed aree limitrofe, campionamento e ispezioni preventive all’export ed anche una quarantena di un anno precedente l’importazione”.

Considerato che la Liguria e l’Italia in genere possono vantare un significativo flusso commerciale verso il Regno Unito, è risultato subito evidente che tali prescrizioni avrebbero fortemente compromesso il potenziale esportativo del nostro Paese.

La gravosità dei nuovi impegni e la tempistica estremamente ridotta in ordine all’entrata in vigore del nuovo provvedimento ha, sin da subito, preoccupato Confagricoltura che, quindi, è tempestivamente intervenuta per “sensibilizzare” le istituzioni nazionali ed europee al fine di cercare una rapida soluzione.

Lo stesso giorno Confagricoltura ha inviato una lettera al Servizio fitosanitario del Mipaaf (Allegato 1), ha interessato della questione il Ministero degli Affari Esteri, l’Help desk di ICE Londra, l’Ambasciata britannica in Italia ed ha sollevato la problematica durante l’incontro del gruppo di lavoro informale fiori e piante del Copa-Cogeca. Nei giorni successivi poi Confagricoltura ha informato della problematica i Consiglieri agricoli delle Ambasciate di Spagna e Francia in Italia stimolandoli ad attivarsi presso le proprie istituzioni nazionali ed ha interessato anche la Task force Brexit del Copa-Cogeca. Confagricoltura inoltre, da subito, ha invitato il Mipaaf a sollecitare la Commissione a chiedere chiarimenti al Regno Unito.

La richiesta di Confagricoltura riguardava la necessità di una valutazione in merito alla congruità ed alla proporzionalità delle misure assunte dal Regno Unito rispetto al rischio fitosanitario ed alla loro compatibilità con le normative internazionali. Nel frattempo, considerata la tempistica estremamente ridotta riguardo l’entrata in vigore dei nuovi obblighi, che già stava determinando un’evidente distorsione dei flussi commerciali, si chiedeva di valutare la possibilità di negoziare una entrata in vigore differita.

La significativa e capillare azione di lobby svolta da Confagricoltura ha portato a dei primi importanti risultati. Il 4 marzo, il servizio fitosanitario del Mipaaf ha risposto ufficialmente alla Confederazione, inviando una lettera (Allegato 2) in cui, dopo aver descritto i procedimenti attualmente in corso in merito all’applicazione della fase di recesso del Regno Unito dall’UE, informa di come la Commissione europea sia intervenuta sulla questione. In particolare “fa presente che la Commissione ha indirizzato alle Autorità UK competenti una comunicazione (Allegato 3), in cui esprime vivo disappunto per l’adozione delle succitate misure, in quanto non risultano giustificate sul piano tecnico-scientifico né in linea con gli accordi presi, e chiede chiarimenti sulle motivazioni che ne hanno determinato l’adozione, contravvenendo, al contempo, agli obblighi di trasparenza previsti dai succitati accordi”.

Inoltre, il 5 marzo è pervenuta in Confederazione la risposta ufficiale del Ministero Affari Esteri (Allegato 4) che informa di importanti novità. Innanzitutto il MAE ribadisce l’attenzione ed il vivo interessamento della Commissione che sta esaminando la compatibilità della nuova normativa con l’Accordo sugli scambi e la cooperazione concluso tra Regno Unito ed UE ma soprattutto il Ministero informa che porterà la problematica all’attenzione del Comitato consultivo per l’Accesso al Mercato (MAAC) e che provvederà a sensibilizzare le istituzioni europee a verificare la possibilità di ottenere dalle Autorità britanniche una moratoria sull’entrata in vigore della nuova normativa.

In estrema sintesi le richieste di Confagricoltura, ovvero di valutare la congruità e la proporzionalità delle misure e la possibilità di prevedere uno slittamento dell’entrata in vigore della normativa, sono state ampiamente accolte da tutte le istituzioni interessate.

Si confida ora che questa azione porti nell’immediato ad una moratoria sulla applicazione delle nuove norme che si applicano di fatto dal 4 marzo anche in vista magari dei chiarimenti che il Chief Plant Health Officer del Regno Unito dovrà fornire alla Commissione europea su queste misure che non appaiono giustificate né in ordine alla loro urgenza né agli impegni di trasparenza che discendono dalle intese internazionali a riguardo.

Nel contempo, a livello regionale, Confagricoltura ha richiesto la piena ed immediata attivazione dell'assessore all'agricoltura, Alessandro Piana, su tutti i piani politici possibili.

Non solo, il presidente de Michelis si è attivato direttamente con gli uffici del fitosanitario della Regione Liguria, ed il direttore regionale ha investito della tematica il direttore generale del dipartimento agricoltura, Dr. Bruno Piombo.

Dagli uffici coinvolti è arrivata l'immediata disponibilità a predisporre, come fatto in passato, tutta la documentazione utile a dare a tutti i produttori ed agli esportari la dichiarazione di "Liguria Xylella free".

Nel rimandarvi agli allegati, qui sotto scaricabili, vi ricordiamo il link per accedere alla pagine nella quale abbiamo presentato brevemente il manuale predisposto da ICE in merito alle regole in vigore, post Brexit, dal punto di vista fitosanitario per ciò che attiene l'esportazione verso lo UK.

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