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Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale:
l’Europa investe nelle zone rurali

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BONUS DIGITALE: come funziona?

20 marzo 2024
BONUS DIGITALE: come funziona? -  News | Confagricoltura Liguria

Torna a disposizione delle aziende il cosiddetto “Bonus Export Digitale”, questa volta in versione “Plus” poiché con cifre più cospicue rispetto alle precedenti edizioni: gestito da Invitalia e promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale con l’Agenzia ICE, l’iniziativa va incontro alle micro e piccole aziende manifatturiere con sede in Italia, che investono per aumentare l’export e migliorare così la bilancia commerciale nazionale tra importazione ed esportazione di merci.

“L’incentivo”spiega nel dettaglio Invitalia, “sostiene le microimprese manifatturiere, nelle attività di internazionalizzazione, attraverso l'acquisizione di soluzioni digitali per l'export”: un supporto nazionale per quelle piccole imprese, fulcro del Made in Italy, che si aprono all’estero attraverso soluzioni e investimenti dedicati.

Il Bonus Export Digitale Plus arriva a cifre molto interessanti. Il contributo è concesso in regime “de minimis” con importi quali:

- 10.000 euro alle imprese a fronte di spese ammissibili non inferiori, al netto dell’IVA, a 12.500 euro;

- 22.500 euro alle reti e consorzi a fronte di spese ammissibili non inferiori, al netto dell’IVA, a 25.000 euro.

L’erogazione avviene in unica soluzione a seguito della rendicontazione delle spese sostenute. Tra le spese ammissibili figurano:

- Sistemi di e-commerce e servizi accessori all'e-commerce (es. smart payment);

- Strategie di comunicazione, informazione e promozione per il canale dell’export digitale;

- Digital marketing finalizzato a sviluppare attività di internazionalizzazione (ivi incluse attività SEO, SEM, rafforzamento sui canali social, spese di lead generation e lead nurturing);

- Servizi di CMS e restyling siti Web;

- Iscrizione e/o abbonamento a piattaforme SaaS;

- Servizi di consulenza per lo sviluppo di processi organizzativi e di capitale umano finalizzati ad aumentare la presenza sui mercati esteri;

- Upgrade delle dotazioni di hardware.

Dall’e-commerce ai servizi di comunicazione, dai CMS alle dotazioni hardware: un ventaglio di opzioni ampio e variegato, insomma, per dotare la microimpresa di tutti quegli elementi necessari per sostenere un’attività di promozione e vendita dei propri prodotti o servizi oltre i confini nazionali.

Questo aspetto è molto importante per l’impresa italiana perché per una serie di atavici limiti culturali si registrano spesso eccessive resistenze nell’apertura ai mercati esteri. Questo è vero a maggior ragione per la piccola impresa, che troppo spesso si è trovata senza risorse umane e materiali per affrontare questa sfida. Il Bonus Export Digitale Plus va oltre questi limiti cronici dell’impresa italiana, abbassa la soglia di difficoltà all’ingresso del mercato dell’export e favorisce così le possibilità di incontro tra la domanda internazionale e la produzione nazionale.

Per poter presentare la domanda occorre essere una piccola impresa del settore manifatturiero (anche nella forma di reti e consorzi) e tale specifica è semplicemente verificata nel possesso del codice ATECO C.

Occorre, inoltre, avere a disposizione una serie di strumenti ormai del tutto comuni e fondamentali per l’esercizio di impresa:

- essere in possesso di un’identità digitale (SPID in primis);

- disporre di una firma digitale;

- disporre di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC).

Tramite lo SPID sarà possibile accedere all’area riservata per compilare la domanda online. In subordine, si potrà compilare l’apposito modulo relativo alla domanda di accesso al contributo e lo si potrà inviare via PEC all’apposito indirizzo bonusexportdigitaleplus@postacert.invitalia.it.

Ancora una volta, insomma, elementi come SPID e PEC risultano centrali nel rapporto tra azienda e Pubblica Amministrazione: mentre il primo certifica l’identità di un responsabile o di una azienda, la seconda consente una comunicazione certificata tra le parti. La firma digitale viene a corredo poiché a sua volta certifica il consenso del firmatario nei confronti dei contenuti della modulistica. Con questi tre strumenti a disposizione la richiesta può essere portata avanti e in breve tempo si saranno potuti effettuare investimenti da svariate migliaia di euro supportati dal lauto finanziamento ministeriale.

Le aziende richiedenti devono avere meno di 50 dipendenti e fatturato annuo non superiore a 10 milioni di euro, devono avere sede legale od operativa in Italia, essere iscritte al Registro delle Imprese ed essere ovviamente in regola con gli adempimenti fiscali.

Gli acquisti possono essere effettuati presso società fornitrici iscritte all’elenco dei fornitori di soluzioni digitali per l’export. Ai fini della trasparenza e della tracciabilità, su ogni giustificativo di spesa e su ogni titolo di pagamento sarà necessario far indicare il Codice Unico di Progetto: quest’ultimo viene ricevuto contestualmente all’accettazione della domanda di accesso all’agevolazione.

Attenzione alle scadenze: a partire dal 13 febbraio 2024 è possibile portare avanti la richiesta di incentivo, ma occorre rispettare la scadenza ultima del 12 aprile 2024. Potranno partecipare alla richiesta di incentivo anche le imprese che hanno già partecipato a medesima iniziativa nel biennio 2022/23, purché già in regola con la piena rendicontazione della precedente progettualità. 

Tutti i dettagli del bando sono disponibili qui e l’indirizzo email bonusexportdigitaleplus@postacert.invitalia.it è a disposizione per accogliere ogni possibile dubbio.

Non resta che preparare SPID, Firma Digitale, PEC e creatività: i mercati esteri sono proverbialmente affamati di Made in Italy e con questo particolare incentivo sarà molto più semplice e conveniente attrezzarsi a tal fine.

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