news
Confagricoltura Liguria su danni nel Ponente ligure
05/10/2020

Confagricoltura Liguria su danni nel Ponente ligure

Ponente ligure: danni incalcolabili ad agricoltura, entroterra, infrastrutture e viabilità

Confagricoltura Liguria richiede lo stato di calamità per l’intera Regione 

Ghione (Confagricoltura Imperia): “perso il lavoro di anni. Una vera ecatombe”

 

“In piena allerta, e dunque non ancora consapevoli di cosa la stessa causerà, sono già a contare i danni spaventosi di tutto il Ponente ligure – interviene così il presidente ligure di Confagricoltura, Luca De Michelis.”

“Nel corso dell’intera nottata, ed in queste prime ore della mattina – sottolinea il presidente di Confagricoltura Imperia, Gian Guido Ghione – abbiamo costantemente mantenuto il contatto con le nostre imprese e con i comuni del Ponente, flagellato da un’ondata di maltempo mai vista prima”.

“Ad Arma di Taggia – prosegue Ghione – le nostre realtà d’eccellenza nella coltivazione del ranuncolo sono completamente sommerse. Persi raccolti, piante, strutture, mezzi e macchinari. A Badalucco sono ingentissimi i danni all’agriturismo Adagio ed alla notissima realtà produttiva di Franco Roi. Raccolti di olive compromessi in tutta la Valle Argentina, frantoi distrutti ed infrastrutture inagibili”.

Da Mendatica a Vessalico, da Badalucco al Colle di Tenda, strade e ponti sono compromessi.

Il Roya ed il Bevera hanno danneggiato moltissime realtà a Ventimiglia.

Confagricoltura ha chiesto quindi a gran voce che Regione si attivi immediatamente per dare seguito al riconoscimento dello stato di calamità per tutta la Liguria.

“Chiedo – sottolinea il presidente ligure e savonese di Confagricoltura, Luca De Michelis - quindi l’immediata convocazione di un ‘Tavolo Verde’ in Regione, nonché auspico che possa essere varata al più presto la nuova Giunta regionale al fine di avere un assessore all’agricoltura in piena operatività”.

“Chiedo – chiude De Michelis - quindi alla Regione, come reiterato a tutti i candidati in campagna elettorale, che finalmente si attui il binomio ‘più agricoltura e meno cemento’ con l’individuazione, a Giunta insediata, di un disegno di legge quadro per la pianificazione dei territori a vocazione agricola affinchè davvero l’agricoltura sia il centro e non il ‘di più o il di cui’, con un piano concreto di gestione delle acque, interventi di tutela del territorio e definitiva soluzione del dissesto”.