Progetto realizzato con il contributo del Programma di sviluppo rurale 2014-2020
Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale: l’Europa investe nelle zone rurali
Progetto realizzato con il contributo del Programma di sviluppo rurale 2014-2020
Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale: l’Europa investe nelle zone rurali
L’agricoltura protesta a Bruxelles, Giansanti - Confagricoltura “Asset strategico per l’Europa” De Michelis - Confagricoltura Liguria "Il taglio del 20% del PSR avrà forti ripercussioni su tutta l'economia ligure, non solo sull'agricoltura"
“Da tempo stiamo dicendo che l’agricoltura è un settore fondamentale e strategico per l’Unione Europea, e come tale va gestito sia in termini di attribuzione delle risorse economiche e del budget, sia più in generale come visione”. Così Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura e del COPA, Massimiliano Giansanti, a margine della manifestazione degli agricoltori europei a Bruxelles, nel giorno del Consiglio Ue. Gli agricoltori dei 27 Stati membri si sono dati appuntamento nella capitale belga per una forte protesta contro le politiche della Commissione Europea. E’ stata la più grande manifestazione delle organizzazioni agricole a Bruxelles. Il COPA è l’associazione che riunisce le principali organizzazioni professionali agricole europee, ed è tra i promotori della giornata di protesta, alla quale erano presenti 40 sigle di 27 Paesi.
“Noi oggi garantiamo la sicurezza alimentare, il mercato europeo è il principale mercato al mondo, lo dobbiamo mantenere, non possiamo aprirlo a chiunque voglia arrivare senza avere i nostri standard di produzione, abbiamo investito molto e oggi chiediamo reciprocità in tutti gli accordi commerciali – ha sottolineato Giansanti -. Inoltre stiamo chiedendo migliori leggi, non semplificazioni o deregolamentazioni, ma leggi che possano permettere a tutti noi di essere imprenditori. Oggi il cambiamento climatico, la situazione geopolitica e più in generale le sfide che ci attendono necessitano di politiche forti, autorevoli e ben finanziate, ma soprattutto delle politiche che tengano l’Europa unita. Vogliamo ritrovarci tutti intorno a un valore diverso, più forte, ideale, quello dei padri fondatori che attraverso l’agricoltura fecero nascere l’Unione Europea”.
Secondo la polizia belga, in totale alla manifestazione hanno
partecipato circa 8 mila agricoltori e più di mille trattori. Il corteo è stato interrotto poco prima di raggiungere place du Luxemburg, perchè altri manifestanti non autorizzati hanno creato disordini, ma i discorsi si erano già tenuti sul palco in apertura della manifestazione.
Le richieste del settore si riassumono sostanzialmente in una politica agricola unitaria, con un budget idoneo e non ridotto del 20% come previsto, con meno burocrazia e una visione di crescita. Se la UE disinveste sull’agricoltura – evidenzia Confagricoltura – il rischio è di implodere di fronte alle altre potenze mondiali: sono insufficienti le risorse per la prossima Pac, inefficaci le tutele del mercato UE rispetto alla concorrenza dei prodotti che arrivano dai Paesi extra europei, e le misure annunciate per il settore primario non mettono al centro i temi della produttività, della competitività e dell’innovazione.
“Non chiediamo sussidi – aveva ribadito nei giorni scorsi il presidente Giansanti a Bruxelles alle Giornate Agri-Food della UE – ma incentivi in grado di garantire la produzione, la qualità e la sicurezza alimentare, oltre al futuro dei giovani agricoltori”.
"Il previsto taglio del 20 % dei fondi del CSR - complemento di sviluppo rurale - precisa Luca De Michelis, presidente di Confagricoltura Liguria, presente oggi a Bruxelles - rischia non solo di avere effetti devastanti sull'agricoltura ligure, tagliando di fatto i fondi europei che qui, più che nel resto dell'Italia, sono destinati per oltre l'80% agli investimenti strutturali ed in macchinari delle nostre imprese, ma anche di colpire fortemente l'intera economia ligure. Dove un'azienda investe, ad esempio su una serra nuova, grazie ai contributi comunitari, vi è 'dietro' un altro tessuto economico che ne giova, da chi costruisce la serra a chi la impianta, da chi ne predispone gli impianti a chi li monta".
"Il rischio - conclude il presidente ligure di Confagricoltura - è che questi tagli abbiano un effetto domino che può colpire appunto tutta l'economia ligure, e non solo! Auspichiamo che l'intera classe politica ligure, e nazionale, faccia sentire la nostra voce nelle sedi opportune".
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