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PSR 2014 - 2020: Misura 1.2 - Progetto Dimostrativo "ECO zac" - Confagricoltura Liguria insieme all'Università di Torino, dimostra l'efficacia dei bio erbicidi nella coltivazione delle aromatiche
22.11.2017

PSR 2014 - 2020: Misura 1.2 - Progetto Dimostrativo "ECO zac" - Confagricoltura Liguria insieme all'Università di Torino, dimostra l'efficacia dei bio erbicidi nella coltivazione delle aromatiche

L'obiettivo primario del progetto è quello di illustrare e dimostrare, direttamente in campo, la validità tecnica ed economica, nonché e soprattutto da un punto di vista di sostenibilità ambientale (da un punto di vista della riduzione dei consumi idrici ed una migliore gestione di fertilizzanti, agrofarmaci  e pesticidi) di un’innovativa serie di prodotti “naturali” e sostenibili per la gestione delle specie infestanti, volti alla riduzione delle sostanze chimiche in agricoltura, ovvero di erbicidi di origine naturale: erbicidi botanici o bio erbicidi.

L’utilizzo di quest’ultimi può infatti offrire svariati vantaggi: sicurezza pubblica e dei lavoratori coinvolti; riduzione dei costi di produzione; sicurezza ambientale riducendo l’impiego smisurato di pesticidi ed il conseguente inquinamento dei suoli e delle acque. Ma non solo, come vedremo più sotto.

Siamo quindi di fronte alla dimostrazione, e divulgazione conseguente, di studi universitari (condotti presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari – DISAFA - Università di Torino) che stanno portando allo sviluppo di prodotti, non ancora testati in “ambiente protetto”, di natura completamente ecocompatibile che potenzialmente potranno essere assimilati alla categoria dei bio erbicidi. Ci si prefigge quindi, attraverso questa attività dimostrativa, di rendere non solo il sistema di coltivazione più efficiente grazie al “controllo” delle infestanti, ma anche sostenibile dal punto di vista ambientale favorendo una ottimizzazione dei protocolli agronomici come elencato nelle direttive in materia.

Progetto "ECO zac"  - Idea progettuale:

l’idea progettuale, nella sua semplicità e partendo dal fatto che in Liguria mai nulla sia stato “testato” nel merito, è quella di applicare gli studi condotti dal DISAFA e grazie ai risultati degli stessi, dimostrare l’efficacia di bio erbicidi di origine vegetale nel processo produttivo di piante aromatiche in strutture protette ed in pieno campo.

Non solo: al di là dell’ovvio beneficio di sostenibilità ambientale, vi sono ritorni economici anche in termini di costo del lavoro.

Ad oggi, infatti, le uniche operazioni di scerbatura attuabili in pieno campo, soprattutto, ma anche in serra, sono o quella manuale o quella con l’uso di dischi sintetici o di cocco, messi sul vaso per impedire la fiorescenza di erbe e malerbe.

Da studi di Confagricoltura si evince che in un’azienda media Ingauna, con superficie in pieno campo pari ad 1 Ha, laddove si coltivino 16 piante per metro quadrato, si spendono 7 centesimi/vaso per i richiamati dischi protettivi che risolvono, in parte, il problema delle malerbe, ma che si accompagnano, assai spesso, allo sviluppo di muschi sulla superficie dei dischi con ovvii problemi di innaffiatura regolare e costante penetrazione di concime.

Laddove ai dischi si sostituisce la scerbatura manuale, assistiamo ad un notevole aumento dei costi di produzione, dovuto al fatto che sulla medesima superficie di 1 Ha devono, in piena campagna, lavorare almeno 10 uomini per 10 ore cadauno, dovendo ripetere, in stagione, almeno tre volte l’operazione. Si ricorda che il costo orario medio per un operaio specializzato è di 11,57 €/h.

Il progetto dimostrativo è, dal punto di vista della sostenibilità, collegato a diversi obiettivi promossi dalla Commissione Europea per il periodo 2014 - 2020. In particolare, è focalizzato sugli aspetti indicati alle “sfide per la società” (Parte III), rispondendo alle tematiche legate a “sicurezza alimentare e agricoltura sostenibile” (punto 2) ed a “società inclusive, innovative e sicure” (punto 6). A proposito di queste due tematiche, va ricordato che le stesse intercettano diversi settori, considerati prioritari dalla Commissione Europea, come l'agricoltura sostenibile ed il settore agroalimentare.

Relativamente ad “agricoltura e selvicoltura sostenibili” (punto 2.1), l’UE evidenzia l'importanza di stabilire e promuovere conoscenze, strumenti, servizi e innovazioni adeguati.

Sulla base anche di ciò di cui sopra, l’azione dimostrativa si propone di sostenere un'agricoltura di alta qualità ed al tempo stesso più sostenibile a livello ambientale, in primis, ed economico in secondo luogo. La valutazione di bio erbicidi è, infatti, di prioritaria rilevanza ed interesse in questi ultimi anni. La ricerca e l'innovazione che si dimostreranno nel corso del cammino del progetto, offriranno la possibilità di integrare gli obiettivi agronomici ed ambientali per un sistema produttivo più sostenibile e multifunzionale.

L’innovazione sarà data dalla valutazione anche di formulazioni mai saggiate in precedenza nella coltivazione di piante aromatiche e nella coltivazione in biologico.

Attualmente, l'affermazione agronomica dei bio erbicidi è infatti limitata dai costi ma sono possibili formulati utilizzati per esaltare l’azione fitotossica. Al momento, in Italia è disponibile solo l’acido pelargonico (estratto dalle foglie di Pelargonium roseum) quale bio erbicida da contatto registrato estratto da piante. Il potenziale prodotto che verrà testato rappresenta quindi una ulteriore innovazione in quanto sarà un bio erbicida sistemico.

I principali bio erbicidi presenti in commercio (come ad esempio Biomal®, VeVine® e Collego®) sono costituiti da microrganismi patogeni e non da materiale vegetale la cui attività è circoscritta solamente ad un determinato raggruppamento botanico.

Risulta quindi di particolare importanza, sotto molteplici punti di vista, valutare l’efficacia di diverse formulazioni concepite per la gestione delle malerbe nella coltivazione delle piante aromatiche.

In alcuni paesi extraeuropei (ad es. USA, Nuova Zelanda) il mercato offre degli erbicidi a base di sostanze naturali che possono venire utilizzati da chi pratica ad esempio l’agricoltura biologica.

Con la presente attività dimostrativa si valuterà il loro effetto nella coltivazione in biologico di piante aromatiche nel contesto ligure.

Appare, quindi, di fondamentale importanza per recuperare competitività l'introduzione tempestiva di tale innovazione anche nelle coltivazioni liguri.

Da qui discendono i seguenti obiettivi generali:

•             dimostrare l’applicabilità tecnica ed ambientale dell’impiego di bio erbicidi nelle coltivazioni protette di aromatiche ad alto pregio;

•             dimostrare la possibile replicabilità di tale processo anche su altre coltivazioni, costituendo un modello che potrà essere replicato su altre colture quali, ad esempio, tutte quelle dell'orticoltura con benefici sensibili anche per gli altri comparti produttivi della Liguria;

•             dimostrare la sostenibilità ambientale, ma anche economica di tale innovazione, con particolare riferimento all’analisi dei costi – benefici riferiti al lavoro degli operatori in campo;

•             accrescere la competitività del settore sui mercati europei.

Negli obiettivi settoriali possiamo certamente identificare:

•             la finalità del progetto di redigere un protocollo operativo per la corretta gestione agronomica di bio erbicidi in cicli produttivi, che ricavino valore aggiunto dalla corretta gestione anche di fertilizzanti e pesticidi;

•             la dimostrazione della sostenibilità economica per le aziende nell’utilizzo di prodotti, certamente in questa fase maggiormente costosi rispetto a quelli chimici “tradizionali”, anche attraverso la contestuale verifica delle possibilità di commercializzazione con il coinvolgimento di componenti commerciali della filiera, testando il “quantum” ottenuto in termini di margini di vendita per prodotti eco compatibili così realizzati. Inoltre si vuole dimostrare come l’uso dei bio erbicidi, laddove ad oggi non si possono più utilizzare erbicidi “classici”, abbatta i costi di gestione del pieno campo.

Potenziali destinatari:

l'intervento dimostrativo proposto riguarda la reale esigenza del comparto delle piante aromatiche di migliorare sia le tecniche produttive, che la qualità dei prodotti, adeguandole alle più moderne conoscenze scientifiche.

Gli erbicidi, lo ricordiamo, sono prodotti basilari per la gestione agricola in generale, i quali, riducendo la pressione delle piante infestanti, permettono un aumento delle produzioni agricole. Similmente, il loro impiego è necessario ed imprescindibile anche nella gestione delle aree verdi urbane per la salvaguardia della salute umana, dell’ambiente e per la manutenzione delle strutture urbane.

Per questi motivi, i principali destinatari saranno:

•             gli imprenditori agricoli, singoli o associati, con particolare riferimento ai produttori di piante aromatiche ed orticole in generale;

•             gli istituti di ricerca pubblici e privati come parte interessata a meglio comprendere le tecniche colturali proposte;

•             commercianti di piante aromatiche e officinali, gli amministratori locali, i cittadini e quanti interessati alle tematiche ambientali ed agronomiche connesse con l’attività dimostrativa proposta.