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PSR 2014 - 2020: Misura 1.2 - Progetto Dimostrativo "Diego e Marco ... in campo insieme" - Confagricoltura Liguria verso la costituzione di una rete dell'Agricoltura Sociale
19.11.2017

PSR 2014 - 2020: Misura 1.2 - Progetto Dimostrativo "Diego e Marco ... in campo insieme" - Confagricoltura Liguria verso la costituzione di una rete dell'Agricoltura Sociale

Nel corso degli ultimi anni l'agricoltura, nella ricerca di un rinnovamento promosso dai suoi stessi valori, ha identificato nella propria funzione sociale una delle strategie da perseguire. Il contesto particolare offerto dall'agricoltura si è sempre dimostrato efficace non solo per offrire forme di lavoro a diversa intensità di impegno, ma anche per "includere socialmente" in modo efficace e sostenibile le persone, in particolare se affette da disagio.

L'Agricoltura Sociale si basa pertanto sull'interazione diretta tra il mondo agricolo e quello del cosiddetto “Terzo Settore”. Se è ormai universalmente condivisa l'idea che il recupero e la salvaguardia di un territorio deve coinvolgere il tessuto socio - economico della popolazione che vi risiede, l'Agricoltura Sociale vuole ulteriormente sviluppare tutte le possibili forme di sinergia, coniugando impresa e lavoro con i servizi (socio - sanitari) innovativi e diffusi sul territorio.

La legge 141/2015, è, quindi, il contenitore in cui ideare progetti imprenditoriali legati al mondo dell’Agricoltura Sociale: lo è perché si rivolge, nell’ambito dell’inclusione del mondo del lavoro, ai soggetti con svantaggio previsti dalla legge 381/91 e del regolamento europeo, comprendendo anche lo svantaggio sociale, dovuto alla trasformazione della nostra società negli ultimi anni.

Ma tali processi di start up di imprese/cooperative agricole – sociali se non seguiti, con un apposito incubatore di progetto, rischiano di implodere su sé stessi, vuoi per mancanza di competenze e consulenza “in avvio”, vuoi per la mancanza di un supporto di regia anche esterno all’impresa, in grado di accompagnare i processi complessi dati i tanti soggetti che interagiscono con un qualunque progetto operativo di impresa agricolo – sociale.

Le “proposte” di Agricoltura Sociale si legano alla multifunzionalità ed alla diversificazione produttiva dell'impresa agricola cogliendo il rapporto esistente su scala locale tra i bisogni della popolazione, l'organizzazione dei servizi e le risorse ambientali e agro - zooteciche.

Un ruolo determinante allo sviluppo di questa diversificazione aziendale è stato assegnato dalle linee guida regionali “AS” alla costruzione di reti territoriali attraverso il partenariato tra diversi attori, proprio perché tanti essi sono, mettendo insieme mondi così diversi.

Progetto "Diego e Marco ....in campo insieme"  - Idea progettuale:

dalla premessa di cui sopra, nonché dalle esperienze maturate in altre Regioni già più “avanti” in questi percorsi, è scaturita l’ideale progettuale alla base di questo progetto dimostrativo approvato dalla Regione sul PSR 2014 - 2020.

Da quale esperienza si parte? e cosa si vuole “dimostrare”?

In Piemonte, e più precisamente nell’astigiano, è nato negli ultimi anni “Aspaglio” ovvero un incubatore di progetti di Agricoltura Sociale che intende valorizzare il ruolo sociale dell’agricoltura, creando il punto d’incontro ideale per avvicinare universi distanti: quello dell’agricoltura e quello sociale.

“Avvicinare”, “facilitare”, “diffondere”, “tutelare” e “finanziare” rappresentano i verbi delle linee guida di “Aspaglio”.

I progetti di Agricoltura Sociale accompagnati nella loro incubazione e sostenuti da “Aspaglio”, sono progetti imprenditoriali, perché “Aspaglio” promuove un nuovo sistema di welfare, che si allontana dall’assistenzialismo e che dà all’impresa agricola l’opportunità di “fare impresa” in questo settore.

Il progetto “Aspaglio”, nella sua “forma” originale, nata ad Asti, prevede di:

•             sviluppare e promuovere un nuovo modello di azione che mira all’inclusione socio - lavorativa di persone con disabilità ed in situazioni di difficoltà;

•             promuovere la costruzione di una rete tra realtà agricolo - sociali e sostenere i suoi componenti;

•             promuovere il loro percorso di nascita e sviluppo nonché il “prodotto di qualità” che scaturisce dall’incubatore;

•             proporre un modello innovativo di Agricoltura Sociale, contenente un sistema di welfare, che mantiene le sue radici nella tradizione. L’agricoltura è da sempre il primo ammortizzatore sociale.

Da questo incubatore sono scaturiti molti progetti, tra cui uno attivo da due anni, a titolo esemplificativo, che si chiama “Oltre il giardino”, portato avanti dalla cooperativa sociale agricola “L’Asinergia s.c.s”, “Aspaglio” e l’APS nazionale “Asini si nasce…e io lo nakkui”, azienda agricola di soci lavoratori detenuti nella casa di reclusione di Asti.

Ci si propone dunque di “testare”, nella filosofia dei “progetti dimostrativi”, questa metodologia di incubatore per lo start up di realtà agricole – sociali qui in Liguria.

Ma ci si propone di farlo partendo anche dall’esistente.

A partire, infatti, dal lavoro di informazione e sensibilizzazione sul tema dell’Agricoltura Sociale, svolto in questi anni nel Tigullio e nel Levante Ligure, si vuole portare i vari destinatari del progetto dimostrativo a conoscere e partecipare attivamente, confrontandosi con le esperienze già attive sul territorio, nonché con la metodologia di lavoro dell’incubatore di “Aspaglio”.

Si proporrà, quindi nel progetto, di dimostrare l’efficacia del metodo di lavoro di “Aspaglio”, e dunque di un incubatore di questo tipo, coinvolgendo i destinatari in una work experience in cui creare singoli progetti di start up per singole realtà di agricoltura sociale, o reti di imprese, volte allo sviluppo di questa attività. Dal micro al macro.

Obiettivo primario è quindi quello di dimostrare in campo la validità tecnico – economica dell’innovazione proposta, già testata e “pronta” per il “mercato”, al fine di sostenere e promuovere in Liguria l’agricoltura sociale, in coerenza con gli obiettivi del vigente PSR e della Legge Quadro regionale sull’agricoltura sociale.

Da qui discendono i seguenti obiettivi generali:

•             verificare la replicabilità del “modello Aspaglio” (incubatore progettuale);

•             attuare un percorso attivo e sinergico che metta in confronto tutti gli attori del comparto agricolo e di quello sociale al fine di testare il modello di incubatore proposto;

•             favorire la nascita di reti di imprese nel settore della diversificazione agricola;

•             implementare le possibilità offerte alle imprese agricole, volte allo sviluppo delle stesse e di nuovi posti di lavoro;

•             favorire la creazione e lo sviluppo di piccole imprese;

•             favorire il recupero, anche sociale, del territorio attraverso la diversificazione in agricoltura.

Gli obiettivi settoriali, ovvero quelli collegati con l’Agricoltura Sociale, possono essere così identificati:

•             ridefinire la strategia socio - sanitaria del “prendersi cura” delle persone con disturbi psico - patologici e/o con svantaggio sociale, riformulando la prospettiva della pratica riabilitativa;

•             stabilizzare un modello socio - terapico a cui ci si riferisce: ovvero quello dell'impresa sociale che produce reti, sinergie tra il mondo dell'assistenza e quello della produzione, costruisce scambi reali, attiva risorse inutilizzate pubbliche e private;

•             favorire la nascita di aziende/cooperative di agricoltura sociale come sviluppo di relazioni in rete tra i differenti partner del territorio.

Potenziali destinatari:

premesso che il concorso sinergico del mondo agricolo e sociale, nelle sue varie espressioni organizzative, tende ad allargare gli spazi di azione del mercato e le possibilità di intrapresa, di lavoro e di scambio sociale, i destinatari del progetto verranno ricercati tra:

•             gli imprenditori agricoli e forestali, i giovani agricoltori con interesse a differenziare l'attività produttiva aziendale verso questa nuova forma di “diversificazione”, nonché le PMI come delineato dal bando stesso;

•             i beneficiari dell'azione sociale e dell'assistenza stessa;

•             gli amministratori degli Enti Pubblici, il personale dipendente della Pubblica Amministrazione, della Sanità, della Scuola, degli Istituti Penitenziari, nonché del SSN, ecc;

•             i rappresentanti della Cooperazione sociale, delle associazioni del Terzo Settore e delle Associazioni degli utenti;

•             gli imprenditori e gestori del territorio, ad esempio nel settore dell'alimentazione, della trasformazione, della commercializzazione, terminale ultimo di sviluppo dell’Agricoltura Sociale.