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Il "testo unico del vino" è legge. Vediamo meglio
05.12.2016

Il "testo unico del vino" è legge. Vediamo meglio

Italia primo Paese europeo che si è dotata di un unico testo di legge per il settore vitivinicolo

 Le organizzazioni della filiera vitivinicola esprimono piena soddisfazione per l’approvazione, in via definitiva alla Camera, del Testo unico della Vite e del Vino. “Si tratta di un provvedimento che porterà da subito numerose semplificazioni e facilitazioni per gli operatori, frutto – commentano Cia, Confagricoltura, Alleanza delle Cooperative agroalimentari, Federvini, Unione Italiana Vini, Federdoc, Assoenologi – di un lavoro intenso durato anni, che ha visto impegnati tutti i gruppi parlamentari e le organizzazioni del settore vitivinicolo, uniti dal comune intento di semplificare, innovare e valorizzare un comparto strategico per il Made in Italy. Rivendichiamo con orgoglio che il nostro Paese è il primo che si è dotato di un unico strumento a livello europeo, in grado di conferire maggiore competitività alle nostre imprese”.

 “Attraverso un confronto costante e approfondito sul complesso quadro normativo di riferimento, si è giunti alla stesura di un unico testo di legge che contiene tutta la normativa che disciplina la materia vitivinicola, dal campo fino al consumatore, con disposizioni che vanno dai controlli alla tutela delle produzioni di qualità e alla riduzione dei costi a carico degli operatori”. Un Testo, dunque, che promette di dimezzare la burocrazia in un settore fondamentale per il Paese, fatturando oltre 14 miliardi di euro l’anno, di cui un terzo con l’export.   

 Cia, Confagricoltura, Alleanza delle Cooperative agroalimentari, Federvini, Unione Italiana Vini, Federdoc, Assoenologi hanno espresso un particolare ringraziamento, per l’impegno profuso, ai componenti delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato, “per il paziente lavoro di ascolto e di sintesi che ha portato avanti, in constante dialogo con i territori, affinché nel testo di legge trovassero spazio le diverse peculiarità e le tante ricchezze della viticoltura italiana”.

 Un grazie anche al ministro Maurizio Martina e al viceministro Andrea Olivero per l’attenzione prestata al provvedimento che, in 90 articoli, riassume tutta la normativa precedente.In particolare il progetto di legge si concentra su produzione, commercializzazione, denominazioni di origine, indicazioni geografiche, menzioni tradizionali, etichettatura e presentazione, gestione, controlli e sistema sanzionatorio.

LA SCHEDA -

Esso riunisce semplicemente le principali norme italiane vigenti – a livello legislativo – in materia di coltivazione delle viti e produzione e commercializzazione del vino.

In realtà, la disciplina di tale materia è suddivisa su differenti livelli:

il piano comunitario, rappresentato da:

-          le rilevanti norme contenute nella OCM Unica e negli accordi internazionali conclusi in materia dalla Unione Europea (che prevalgono sulla OCM Unica)

-          dai vari regolamenti attuativi emanati dalla Commissione UE

il piano nazionale, a sua volta costituito da:

-          la normativa vigente con forza di legge, tra cui rientra il “Testo Unico Vino”

-          i regolamenti ministeriali attuativi, sia della normativa comunitaria che di quella nazionale

-          le circolari applicative

In sostanza, la disciplina sulla coltivazione delle viti nonché quella sulla produzione e la commercializzazione del vino è portata da una normativa avente una struttura gerarchica piramidale, il cui vertice è rappresentato dalla OCM Unica.

Spazio, comunque, all'innovazione con la possibilità di introdurre in etichetta sistemi di informazione al consumatore che sfruttino le nuove tecnologie contribuendo ad aumentare la trasparenza.

Tra le novità apportate dalla riforma è prevista una disposizione sulla salvaguardia dei vigneti eroici o storici al fine di promuovere interventi di ripristino recupero e salvaguardia di quei vigneti che insistono su aree soggette a rischio di dissesto idrogeologico o aventi particolare pregio paesaggistico.

Importante innovazione anche nella tutela del prodotto contro la contraffazione.

I controlli sulle imprese del settore vitivinicolo confluiscono nel registro unico dei controlli (RUCI) a prescindere se siano o no imprese agricole.