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GOVERNO: Legge di Bilancio 2018. Approvazione definitiva. Cosa cambia per l'agricoltura dal punto di vista delle misure fiscali
23.01.2018

GOVERNO: Legge di Bilancio 2018. Approvazione definitiva. Cosa cambia per l'agricoltura dal punto di vista delle misure fiscali

Con la pubblicazione in G.U. n. 302/2017 della legge 27 dicembre 2017 n. 205 (Legge di Bilancio 2018), si rendono definitive le norme di finanza pubblica che, insieme a quelle previste dal D.L. n. 148/2017 conv. in L. n. 172/2017, costituiscono l’architettura dell’intera manovra finanziaria per il 2018 .

Si illustrano, di seguito, per un primo commento, le misure fiscali di maggior interesse per il settore agricolo.

Detrazione fiscale per gli interventi di sistemazione “a verde” delle abitazioni - art. 1, c. 12-15

Dopo il forte “pressing” di Confagricoltura, è stata introdotta un’apposita detrazione ai fini IRPEF, a valere per il 2018, nella misura del 36% delle spese sostenute per la “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, di unità immobiliari, pertinenze o recinzioni (terrazze, giardini, ecc.), di impianti di irrigazione e realizzazione di pozzi, e per la  realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

La detrazione, per un ammontare massimo di spese documentate fino a 5 mila euro per unità immobiliare ad uso abitativo, posseduta o detenuta dal contribuente, sulla base di un titolo idoneo (diritti reali sull’immobile ovvero affitto, comodato, ecc.) deve essere ripartita, sulla falsariga della altre spese sugli immobili che consentono una detrazione fiscale (spese di ristrutturazione, di efficientamento energetico, ecc.), in dieci quote annuali di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese ed in quelli successivi.

In considerazione del riferimento alla destinazione abitativa degli immobili oggetto dell’agevolazione,  per unità immobiliari ad uso abitativo devono intendersi quelle tali in base alla classificazione catastale (categorie A1, A2, ecc., con esclusione di A10) indipendentemente dalla qualificazione di lusso dell’immobile o della sua destinazione ad abitazione principale o secondaria.

La detrazione spetta, altresì, per le spese sostenute per gli interventi effettuati sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali, fino all’importo complessivo di 5.000 euro per unità immobiliare ad uso abitativo, suddivisa tra i vari condomini, nel  limite della quota  millesimale ad ognuno imputabile, a condizione che la stessa sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Per espressa previsione di legge, tra le spese ammissibili al beneficio sono comprese quelle di progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi.

Come per le altre spese che danno diritto a detrazione fiscale ai fini IRPEF, ex art. 16 bis del TUIR, la detrazione  spetta a condizione che i pagamenti siano effettuati con strumenti idonei a consentire la tracciabilità delle operazioni  (bonifici “parlanti”, ecc.) e nel caso di vendita dell'unita' immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi, la detrazione non utilizzata in tutto o in parte e' trasferita per i rimanenti periodi di imposta, salvo diverso accordo delle parti, all'acquirente persona fisica dell'unita' immobiliare.

Nel caso di decesso dell'avente diritto, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per intero, esclusivamente all'erede che conservi la detenzione materiale e diretta del bene immobile.

Proroga degli incentivi del “super ed iper ammortamento” – art. 1, c. 29-35

E’ disposta la proroga al 2018 degli incentivi del c.d. super ed iper ammortamento in base ai quali le quote di ammortamento del costo dei beni materiali strumentali nuovi ed i canoni di leasing sono maggiorati del 40% ovvero del 150%, rispettivamente, per gli investimenti in beni materiali nuovi e per quelli ad alto contenuto tecnologico, di cui alla tabelle A allegata alla L. 11/12/2016 n. 232 (Legge di Bilancio 2016).

Com’è noto, gli incentivi in parola si applicano esclusivamente nei confronti dei titolati di reddito d’impresa e per gli esercenti di arti e professioni il cui reddito è determinato in via analitica (prevedendo appunto la deduzione di quote di ammortammo del costo dei beni strumentali), restando esclusa la loro applicazione in tutti i casi in cui il reddito è determinato forfettariamente.

Di conseguenza, la relativa agevolazione fiscale, non può trovare applicazione nei confronti delle imprese agricole che determinano il reddito su base catastale.

Le novità previste dalla legge di bilancio 2018 riguardano, come detto, la proroga delle misure in commento, con modalità differenziate, poiché per i beni  oggetto del  super ammortamento, con esclusione dei veicoli e degli altri mezzi di trasporto, ex art. 164 del TUIR,  la maggiorazione scende dal 40% al 30% e gli investimenti agevolabili devono essere effettuati nel 2018 ovvero entro il primo semestre 2019, sempreché entro il 31 dicembre 2018 sia stato accettato il relativo ordine dal venditore e sia stato versato un acconto non inferiore al 20%.

Per I beni “iper ammortizzabili”, invece, la proroga si estende, oltre che per gli investimenti effettuati nel 2018 anche per quelli effettuati entro il 31 dicembre 2019, a condizione che l’ordine sia stato accettato entro il 31 dicembre 2018 e sia stato pagato l’acconto del 20%. Gli stessi termini di proroga, fermo restando la maggiorazione pari al 40%, si applicano ai beni immateriali (di cui alla Tabella B della L. n. 232/2016), per i quali è prevista, peraltro, anche un estensione delle categorie dei software agevolabili.

Con il comma 35 si disciplina, inoltre, il caso della sostituzione di beni oggetto dell’iper ammortamento consentendo di mantenere l’agevolazione, al fine di non far diminuire il grado di competitività raggiunto dall’impresa, con la sostituzione del bene originario con altro con caratteristiche tecnologiche analoghe o superiori. In tal caso, qualora il costo di acquisizione del nuovo bene sia inferiore a quello de bene sostitutivo, la fruizione del beneficio prosegue per le quote residue fino a concorrenza del costo del nuovo investimento.

 

Credito d’imposta per spese di formazione  4.0 – art. 1, c. 46 – 56

 

Alle imprese che sostengono spese per attività di formazione svolte per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal Piano nazionale Industria 4.0 quali big data e analisi dei dati, cloud e fog computing, cyber security, sistemi cyber-fisici, prototipazione rapida, sistemi di visualizzazione e realtà aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo macchina, manifattura additiva, internet delle cose e delle macchine e integrazione digitale dei processi aziendali, applicate negli ambiti elencati nell’allegato A alla legge di bilancio, è attribuito un credito d’imposta nella misura del 40 per cento delle spese relative al solo costo aziendale del personale dipendente per il periodo in cui è occupato in attività di formazione nei predetti ambiti.

Il credito d’imposta è riconosciuto a tutte le imprese che effettuano le predette attività formative, indipendentemente dalla forma giuridica e dal settore economico in cui operano, nonché del regime contabile adottato. Pertanto, rientrano tra i soggetti che possono accedere al beneficio in esame  anche le imprese agricole soggette alla determinazione catastale dei redditi.

Il credito è concesso fino all’importo massimo annuale di 300.000 euro per ciascuno beneficiario, per le attività di formazione pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali. Tuttavia, non si considerano attività di formazione ammissibili la formazione ordinaria o periodica organizzata dall’impresa per conformarsi alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, di protezione dell’ambiente e ad ogni altra normativa obbligatoria in materia di formazione.

Il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui le spese sono state sostenute e in quelle dei periodi d’imposta successivi fino a quando se ne conclude l’utilizzo, non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile dell’IRAP ed è utilizzabile in compensazione  a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono sostenuti

Per fruire del credito d’imposta i costi devono essere certificati dal soggetto incaricato della revisione legale o da un professionista iscritto nel Registro dei revisori legali e la certificazione va allegata al bilancio (per i soggetti tenuti alla sua redazione). Le spese sostenute per l’attività di certificazione contabile da parte delle imprese sono ammissibili entro il limite massimo di euro 5.000.

Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, saranno  adottate, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di bilancio in commento, le disposizioni applicative necessarie, con particolare riguardo alla documentazione richiesta, all’effettuazione dei controlli e alle cause di decadenza dal beneficio.

 

Criteri interpretativi per l’applicazione dell’imposta di registro – art. 1, c. 87

 

Con un apposita modifica all’art. 20 del T.U. dell’imposta di registro (Dpr n. 131/86) viene precisato l’ambito di operatività dell’attività interpretativa, ai fini dell’applicazione del tributo, che deve essere circostanziata gli effetti giuridici del singolo atto presentato per la registrazione,  prescindendo  dal riferimento  ad eventuali altri atti collegati. La modifica assume notevole rilevanza per arginare il comportamento degli uffici e l’orientamento della stessa giurisprudenza di legittimità, che segnatamente in materia di conferimento di aziende, con successivo trasferimento delle partecipazioni nella conferitaria, richiedono, in luogo della tassazione ad imposta fissa dell’operazione di conferimento e della successiva cessione di quote, l’applicazione dell’imposta proporzionale stabilita per le cessioni di azienda, nel presupposto che le suddette operazioni “collegate” vadano riqualificate sotto un profilo economico, anziché in base agli effetti giuridici del singolo atto negoziale.

La modifica, se sicuramente trova applicazione per gli atti stipulati a far data dall’01/01/2018, crea diversi problemi in ordine alla sua efficacia temporale, a seconda che prevalga l’aspetto chiarificatore o innovativo dell’intervento legislativo. In attesa di pronunce ufficiali, si può ritenere che la nuova disposizione si applichi per gli atti impositivi notificati dal 01/01/2018, ancorché registrati anteriormente a tale data.

Inoltre, lo stesso comma 87 in commento, modificando l’art. 53 bis dello stesso T. U. Registro,  precisa che resta ferma anche per l’imposta di registro la disciplina dell’abuso del diritto, di cui all’art. 10 bis della L. n. 212/2000 (c.d. Statuto del contribuente).

 

Deducibilità ai fini IRAP del costo dei lavoratori stagionali – art. 1, c. 116

 

Con il comma 116 viene incrementata la deducibilità ai fini IRAP dal 70 al 100% , per l’anno 2018, per i soggetti che determinano  la base imponibili IRAP, ai sensi degli articoli da 5 a 9 del D.Lgs. n. 446/97, comprese quindi le imprese agricole, del costo dei lavoratori stagionali impiegati per almeno centoventi giorni per due periodi d’imposta, a decorrere dal secondo contratto stipulato con lo stesso datore di lavoro nell’arco temporale di due anni, a partire dalla data di cessazione del precedente contratto.  Si precisa che la predetta deduzione può trovare applicazione per le sole attività agricole connesse ancora soggette al tributo regionale (agriturismo, attività di allevamento eccedentarie, attività di cui all’art. 56 bis del TUIR e produzione di energia) , atteso che per la stragrande maggioranza delle imprese agricole , che determinano il reddito a norma dell’art. 32 del TUIR, è stata disposta l’esclusione dall’imposta, a partire dal 2016, ex art. 1, c. 70 della L. n. 208/2015 (legge di stabilità per il 2016).

 

Regime fiscale dell’ “enoturismo” – art. 1,  c. 502-505

 

Si disciplina legislativamente una nuova attività  ovvero un insieme di attività che va sotto il nome di “enoturismo” che ricomprende le attività di conoscenza del vino espletate nel luogo di produzione, le visite nei luoghi di coltura, di produzione o di esposizione degli strumenti utili alla coltivazione della vite, la degustazione e la commercializzazione delle produzioni vinicole aziendali, anche in abbinamento ad alimenti, e le iniziative a carattere didattico e ricreativo nell’ambito delle cantine.

All’attività in questione si applica, ai fini fiscali, il regime di cui all’art. 5 della L. n. 413/91, già previsto  per l’attività di agriturismo, che prevede l’applicazione del coefficiente del 25% ai ricavi conseguiti per la determinazione del reddito imponibile e la detrazione forfetizzata del 50% dell’IVA sulle vendite, ai fini della determinazione dell’IVA detraibile. Peraltro, la forfetizzazione ai fini IVA si applica soltanto nei confronti degli agricoltori che applicano il regime speciale agricolo ex art. 34 del DPR n. 633/72

Con decreto del MIPAF, di concerto con il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, adottato d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono definite le linee guida e gli indirizzi in merito ai requisiti e agli standard minimi di qualità, con particolare riferimento alle produzioni vitivinicole del territorio, per l’esercizio dell’attività enoturistica.

 

Incremento delle percentuali di compensazione ai fini IVA per le cessioni di bovini e suini – art. 1, c. 506

 

E’ ulteriormente prorogato, per gli anni 2018, 2019 e 2020, l’aumento delle aliquote delle percentuali di compensazione ai fini IVA, ai sensi dell’art. 34 del DPR n. 633/72, per le cessioni degli animali vivi della specie bovina e suina, in misura non superiore, rispettivamente al 7,7 per cento e all’8 per cento. Considerato il limite  posto alle minori entrate derivanti dall’applicazione della misura, pari a 20 milioni di euro, presumibilmente, il decreto interministeriale di attuazione  dei dicasteri MEF e MIPAF, che dovrà essere emanato entro il 31 gennaio di ogni anno di applicazione della misura,  confermerà le aliquote del 7,65 per cento e del 7,95 per cento, già valevoli per il 2016 e 2017.  

 

Esenzione Irpef per l’apicoltura in aree montane – art. 1 c. 511

 

Al fine di promuovere l’apicoltura quale strumento di tutela della biodiversità e dell’ecosistema e di integrazione di reddito nelle aree montane, è disposta l’esclusione dall’IRPEF dei i proventi dell’apicoltura condotta da apicoltori con meno di 20 alveari e ricadenti nei comuni classificati montani.

 

Credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno – art. c. 892-901

 

Viene incrementato di 200 milioni di euro per l’anno 2018 e di 100 milioni per l’anno 2019 il plafond di spesa per il finanziamento del credito d’imposta concesso alle imprese che investono in beni strumentali nuovi destinati alle strutture produttive delle regioni di Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia Calabria e Sardegna, di cui all’art. 1, c.  98-107, della L. n. 208 /2015 (Legge di Stabilità per il 2016). Il credito d’imposta, si ricorda,  può essere fruito dai soggetti titolari di reddito d’impresa, con esclusione delle imprese agricole tassate in base ai redditi catastali.

 

Obbligo della fatturazione elettronica – art. 1, c. 909

 

E’ introdotto l’obbligo, a far data dal 1 gennaio 2019, dell’emissione della fattura elettronica per tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato utilizzando il sistema di interscambio (SDI) dell’Agenzia delle entrate. L’obbligo riguarderà sia le cessioni di beni che le prestazioni di servizi nei confronti di soggetti passivi (operazioni B2B), sia quelle nei confronti dei consumatori finali (operazioni B2C). Restano escluse dall’obbligo le operazioni effettuate o ricevute verso soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato  per le quali, entro l’ultimo giorno del mese successivo andranno fornite le relative informazioni.

Le fatture elettroniche emesse nei confronti dei consumatori finali saranno rese disponibili a questi ultimi dai servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, mentre una copia della fattura elettronica ovvero in formato analogico sarà messa a disposizione direttamente da chi emette la fattura. È comunque facoltà dei consumatori rinunciare alla copia della fattura elettronica o in formato analogico .

Sono esclusi dall’obbligo della fatturazione  elettronica i soggetti che applicano il “regime di vantaggio, ex art. 27, c 1 e 2, del D.L. n.98/2011 ovvero quelli che applicano il regime forfettario, ex art. 1, commi da 54 a 89, della L. n. 190/2014.

Gli obblighi relativi alla conservazione delle fatture elettroniche si intendono soddisfatti per tutti I documenti informatici trasmessi attraverso il suddetto Sistema di Interscambio e memorizzati dall’Agenzia delle entrate.

La fattura emessa con modalità diverse da quella elettronica si considera non emessa, con applicazione delle conseguenti sanzioni previste dall’art. 6 del D. Lgs. n. 471/97, e cioè dal 90 al 180 per cento dell’imposta relativa all’operazione non correttamente documentata.

L’emissione della fatture elettroniche è inoltre anticipato al 1 luglio 2018 per le cessioni di benzina e gasolio e per le prestazioni rese da subappaltatori e subcontraenti negli appalti pubblici.

In considerazione della rilevanza dei nuovi obblighi di certificazione delle operazioni IVA e dei prossimi chiarimenti e  direttive che dovranno essere forniti con appositi provvedimenti dall’Agenzia delle entrate, si fa riserva di comunicare tempestivamente le informazioni necessarie per l’assolvimento dei relativi obblighi.

 

Abrogazione della scheda carburanti – art. 1, c. 922 -923

 

A far data dal 1 luglio 2018, le spese del carburante per autotrazione non andranno più documentate, ai fini della deducibilità per le imposte sui redditi e per la detraibilita’ ai fini IVA, dalla  scheda carburanti, bensì da carte di credito o carte di debito o prepagate. L’obbligo s’innesta nell’ambito dell’obiettivo di utilizzare strumenti di pagamento tracciabili mediante l’uso della moneta elettronica.

 

Proroga della rivalutazione dei terreni ed aree edificabili – art. 1, c. 997-998

 

Come per gli anni pregressi, è concessa anche per il 2018 la riapertura dei termini per procedere alla rivalutazione dei terreni, delle are edificabili e delle partecipazioni in società non quotate, con gli effetti previsti dal D.L. n. 282 conv. In L. n. 27/2003, al fine della determinazione della plusvalenza tassabile a norma dell’art. 67 del TUIR.

Più in particolare, viene data la possibilità di rideterminare il costo fiscale dei cespiti attraverso il pagamento dell’imposta sostitutiva pari all’8 per cento del valore del bene stabilito da apposita perizia giurata da professionisti abilitati.

I nuovi termini sono il 01 gennaio 2018, per il riferimento al valore da periziare, ed il 30 giugno 2018 per redigere la perizia e versare l’imposta sostitutiva che può essere pagata anche in tre rate annuali di pari importo, con l’applicazione degli interessi nella misura del 3 per cento.

Si ricorda che possono avvalersi della rivalutazione le persone fisiche, che non operano nell’ambito di attività d’impresa, le società semplici, nonché gli enti non commerciali