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GOVERNO: cosiddetto "collegato" alla Legge di Bilancio. Quali novità?
02.11.2017

GOVERNO: cosiddetto "collegato" alla Legge di Bilancio. Quali novità?

Con l’emanazione del decreto legge 148/2017 (cosiddetto collegato alla Legge di Bilancio 2018) inizia a delinearsi la manovra finanziaria per il 2018, che sarà più compiutamente definita con la Legge di Bilancio, il cui disegno di legge è atteso a giorni in Parlamento per cominciare il relativo iter di approvazione in legge.

Di seguito si illustrano le principali misure fiscali previste dal decreto legge.

Estensione della definizione agevolata dei carichi esattoriali (“Rottamazione bis”)

Com’è noto, con il disegno di legge 193/2016 è stata disposta la definizione agevolata delle cartelle esattoriali relativamente ai carichi inclusi nei ruoli affidati agli agenti della riscossione (Equitalia, ecc.) per le annualità dal 2000 al 2016, stabilendo l’estinzione dei debiti per entrate erariali e dei contributi dovuti agli enti previdenziali, previo pagamento (anche rateale) della sorte capitale, degli interessi e degli aggi, con l’azzeramento delle sanzioni e degli interessi di mora.

Con il decreto legge 148/2017 si prevede:

a)            la possibilità di pagare entro il 30 novembre p.v. le rate non saldate scadute nel mese di luglio e settembre 2017, relativamente a chi avesse già aderito alla “rottamazione”, senza incorrere nella decadenza dalla stessa definizione prevista, oltre per il mancato pagamento delle rate, anche per eventuali errori o disguidi che hanno comportato ritardi nei pagamenti. Il differimento delle scadenze di pagamento, peraltro, non comporta alcun ulteriore addebito rispetto agli importi indicati nella comunicazione dell’agente della riscossione inviata al debitore;

b)           la riammissione alla procedura di definizione agevolata per tutti I debitori non ammessi alla precedente definizione in quanto non avevano assolto l’onere del pagamento di tutte le rate in scadenza fino al 31 dicembre 2016, relativamente alle rateizzazioni in essere al 24 ottobre 2016;

c)            la riapertura di una nuova procedura  di definizione agevolata per I nuovi carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio al 30 settembre 2017, secondo le regole previste dal disegno di legge 193/2016, con le dovute modifiche.

Adempimenti

La procedura per la definizione di cui alla precedente lettera b), prevede:

1)            la presentazione di apposita istanza di regolarizzazione, entro il 31 dicembre 2017, secondo la modulistica e con le modalità indicate nel sito internet dell’agente della riscossione (www.agenziaentrateriscossione.gov.it)  ottenendo, tra l’altro, il beneficio della sospensione delle procedure esecutive e cautelari in corso;

2)            la comunicazione da parte dell’agente della riscossione, entro il 31 marzo 2018, dell’importo di tutte le rate non pagate nei precedenti piani di dilazione, scadute fino al 31 dicembre 2016, da saldare entro il successivo 31 maggio 2018, a pena dell’improcedibilità della istanza;

3)            Il versamento delle somme dovute per la definizione agevolata, in un numero massimo di tre rate di pari importo scadenti nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2018, previa comunicazione, entro il 31 luglio 2018  dell’importo delle somme dovute per la definizione.

Per addivenire alla nuova procedura di definizione dei carichi affidati dal 1° gennaio al 30 settembre 2017, di cui alla precedente lettera c), il contribuente deve:

1)            presentare, entro il 15 maggio 2018, in via telematica all’agente della riscossione apposita domanda di adesione utilizzando I modelli e la procedura prevista, come già detto, nel sito internet dello stesso agente della riscossione, previa informativa da parte di quest’ultimo, entro il 31 marzo 2018 dei predetti  carichi affidati dal 1° gennaio al 30 settembre 2017;

2)            versare le somme dovute, che l’agente della riscossione è tenuto a comunicare entro il successivo 30 giugno 2018, entro un numero massimo di cinque rate di pari importo scadenti nei mesi di luglio, settembre, ottobre e novembre 2018 e febbraio 2019.

Inoltre, fino alla scadenza della prima o unica rata delle somme dovute per la definizione, è disposta la sospensione degli obblighi di versamento dei piani rateali in essere riguardanti I carichi oggetto della definizione 2017, ed,  in deroga al predetto decreto legge, indipendentemente dalla regolarità nel pagamento delle rate di tali piani di dilazione esistenti.

Per ulteriori chiarimenti e precisazioni sulle procedure della “rottamazione bis”  è possibile consultare le FAQ messe a disposizione sul predetto sito dell’Agenzia delle entrate-riscossione (www.agenziaentrateriscossione.gov.it).

Ampliamento della platea dei soggetti a cui è applicabile  lo “Split payment” (Scissione dei pagamenti IVA) – art. 3

Con l’art 3 del provvedimento si estende ulteriormente il novero dei soggetti destinatari del meccanismo dello “split payment”, secondo il quale l’IVA esposta in fattura dal cedente o prestatore non viene più pagata a quest’ultimo, ma versata direttamente all’Erario da parte dei cessionari o committenti, a norma del DPR 633/72.

Più in particolare, dopo l’ampliamento dei soggetti destinatari, nei confronti, oltre che delle Pubbliche amministrazioni rientranti nell’elenco ISTAT, anche delle società controllate da ministeri, dalle regioni, province e comuni e delle maggiori società quotate, di cui ad un apposito elenco pubblicato sul sito del MEF (www.finanze.gov.it), la norma ricomprende nell’applicazione del meccanismo dello split payment anche i seguenti soggetti:

a) gli enti pubblici economici nazionali, regionali e locali, comprese le aziende speciali e le aziende pubbliche di servizi;

b) le fondazioni partecipate dalle amministrazioni pubbliche per una percentuale non inferiore al 70 per cento del fondo di dotazione;

c) le società controllate direttamente o indirettamente, ex art 2359, primo comma n. 1, c.c. da qualsiasi amministrazione pubblica, ente o società assoggettata al meccanismo;

d) le società partecipate, in misura non inferiore al 70 per cento del capitale, da qualsiasi tipo di amministrazione  pubblica, ente o società assoggettata al meccanismo.

Le nuove disposizioni entreranno in vigore dal 1 gennaio 2018, previa emanazione di un decreto del Ministero dell’economia e delle finanze che dovrà definire le relative disposizioni di attuazione.

Incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari – art. 4

E’ introdotto un nuovo comma recante disposizioni in materia di incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali e misure di sostegno alle imprese editoriali di nuova costituzione, attraverso la fruizione di un apposito credito d’imposta da utilizzare in compensazione, che prevede che una quota dello stanziamento  pari a 20 milioni di euro sia destinata al riconoscimento del credito d’imposta esclusivamente sugli investimenti pubblicitari incrementali sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, effettuati dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre 2017, purché il loro valore superi almeno dell’1 per cento l’ammontare degli analoghi investimenti pubblicitari effettuati sugli stessi mezzi di informazione nel corrispondente periodo dell’anno 2016.