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AREA TECNICA: la nuova disciplina fitosanitaria europea (Reg. UE 2031/2016). Tutto quello che serve sapere
18/10/2019

AREA TECNICA: la nuova disciplina fitosanitaria europea (Reg. UE 2031/2016). Tutto quello che serve sapere

PREMESSA

 

Il 14 dicembre 2019 entrerà in vigore il Reg. 2016/2031/UE sul nuovo regime fitosanitario europeo.

Il nuovo assetto normativo, al fine di rafforzare la protezione delle piante e dei prodotti vegetali dagli organismi nocivi, introduce nuovi obblighi per tutti gli attori della filiera, da chi importa a chi moltiplica e commercializza vegetali, modificando profondamente l'organizzazione dei Servizi fitosanitari nei vari Paesi membri, le procedure di sorveglianza messe in atto dai servizi ufficiali, la responsabilità diretta dei produttori sulla sanità dei vegetali.

A partire dalla stessa data entrerà in vigore anche il Reg. 2017/625/UE che definisce le modalità di effettuazione dei controlli ufficiali anche, tra l'altro, in materia di sanità delle piante. Tale regolamento prevede che gli operatori professionali siano soggetti a regolari controlli da parte dell'Autorità competente, la cui frequenza può cambiare qualora l'operatore si doti di un Piano di gestione dei rischi connessi agli organismi nocivi.

I Reg. 652/2014 sui finanziamenti agli interventi e il Reg. 1143/2014 recante disposizioni per prevenire ed impedire l'introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive, completano il quadro del regime unionale.

L'obiettivo del nuovo quadro normativo è naturalmente evitare i danni da organismi nocivi e bloccarne la diffusione in areali non ancora colpiti. Il nuovo regime fitosanitario Ue resta aperto, ciò significa che può essere importato tutto ciò che non è vietato. Ma per minimizzare i problemi è necessario che siano adottati criteri che consentano di determinare i rischi fitosanitari e di ridurli ad un livello accettabile.

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QUALI SONO I SOGGETTI COINVOLTI DALLA NUOVA NORMATIVA?

 

Il ReG. 2031/2016 parla di operatori professionali, identificandoli come quei soggetti che svolgono a titolo professionale una o più attività in relazione alle piante, dall'impianto alla riproduzione fino all'immagazzinamento e al commercio. Insomma, tutti gli attori della filiera sono interessati e non solo chi importa o esporta piante o materiale vegetale (cioè gli oggetti che possono contenere o diffondere organismi nocivi, come i substrati).

Il legislatore europeo ha voluto mantenere l'architettura di base preesistente, come i controlli all'importazione, il passaporto delle piante (e delle sementi), le zone protette, il registro dei produttori e il certificato unico per l'esportazione. Ha invece introdotto nuovi obblighi come la tracciabilità totale e l'obbligo di intervento.

Ogni operatore professionale che acquista o vende piante o prodotti vegetali deve registrare i dati che gli consentano di identificare il fornitore o l'acquirente di ogni unità movimentata. Inoltre deve tenere una tracciabilità interna per poter identificare le piante nei propri siti.

Quando un operatore professionale sospetta o constata la presenza di un organismo nocivo deve darne immediata notifica all'autorità competente, in questo caso il Servizio fitosanitario regionale, e adottare (se opportuno) le misure cautelative per prevenire l'insediamento e la diffusione dell'organismo.

In caso di conferma ufficiale relativa alla presenza di un organismo nocivo, l'operatore deve:

- adottare immediatamente le misure necessarie a prevenirne la diffusione;

- adottare immediatamente le misure necessarie ad eliminare l'organismo;

- ritirare dal mercato le piante e i prodotti vegetali;

- informare i soggetti nella catena commerciale coinvolti;

- richiamare dal mercato le piante e i prodotti vegetali.

Il Reg. 625/2017 prevede che gli operatori professionali siano soggetti a controlli da parte delle autorità preposte, controlli che però possono essere meno frequenti nel caso in cui l'operatore si doti di un piano di gestione dei rischi connessi agli organismi nocivi. Piani che tuttavia devono essere approvati dall'autorità competente.

Il Reg. 2031/2016 introduce obblighi anche per il servizio fitosanitario. Nello specifico di:

- notificare un pericolo imminente;

- informare gli operatori circa gli organismi nocivi da quarantena rilevanti per l'Unione che sono stati rinvenuti in un territorio;

- informare il pubblico circa gli organismi nocivi prioritari che sono stati rinvenuti in un territorio;

- programmare indagini sugli organismi nocivi prioritari;

- stilare piani di azione e di emergenza per gli organismi nocivi prioritari.

L'obiettivo del regolamento sul regime fitosanitario e sui controlli ufficiali non è, ovviamente, quello di gravare gli stakeholder di nuovi adempimenti fini a se stessi. Quanto di creare un sistema in grado di minimizzare i rischi di introduzione e diffusione di organismi nocivi. 

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PRINCIPALI NOVITA' DEL NUOVO REGOLAMENTO

 

Le principali novità del nuovo regime fitosanitario istituito dal Regolamento sono le seguenti:

- (art. 2) nuova definizione, più ampia, di 'operatore professionale' (OP) di interesse fitosanitario, con conseguente aumento degli operatori soggetti alla normativa fitosanitaria. Gli OP, a seconda delle attività che svolgono, sono distinti in OP registrati in un registro ufficiale e OP autorizzati all'emissione del passaporto o all'apposizione di marchi sui materiali prodotti e\o commercializzati.

- (artt. 3-6) nuova definizione di Organismi nocivi da quarantena (ON), ON rilevanti per l'Unione (ONRU) e ON prioritari (ONP).

- (artt. 10 e segg.) è previsto un corposo elenco di adempimenti per gli Stati membri (SM) e le loro autorità competenti in casi di ritrovamento sul loro territorio di focolai di organismi nocivi alle piante rilevanti per l'UE.

- (art. 22) è previsto l'obbligo per gli SM di effettuare indagini sul loro territorio per rilevare l'eventuale presenza di focolai di organismi nocivi rilevanti per l'UE, è possibile escludere alcuni ONRU difficilmente presenti sul territorio di uno SM.

- (art. 23) gli SM devono produrre programmi pluriennali di indagine per la ricerca di ONRU sul loro territorio.

- (art. 24) idem per gli ON prioritari.

- (art. 25) obbligo di predisposizione di piani di emergenza per ciascun ON prioritario.

- (art. 27) obbligo di predisposizione di piani di azione in caso di presenza confermata di un ON prioritario.

- (artt. 32 e seg.) viene confermato il regime speciale per le zone protette.

- (art.36) nuova definizione di ‘organismi nocivi regolamentati non da quarantena rilevanti per l'Unione' (RNQP).

- (artt. 65-66) deve essere istituito a livello nazionale il registro ufficiale degli operatori professionali (RUOP), cui devono essere iscritti tutti gli OP attualmente nel RUP tranne i produttori\commercianti di patate da consumo e i commercianti di frutti di agrumi; in più devono essere registrati al RUOP tutti i soggetti che richiedono certificati per l'export la riesportazione o pre-esportazione.

- (art. 69) è obbligatoria la tracciabilità in entrata ed in uscita dei movimenti di piante, prodotti vegetali od altri oggetti;

- (artt. 71-77) l'attuale impostazione per i certificati export e riesport è confermata.

- (artt. 78\83) l'obbligo dell'emissione del passaporto delle piante è confermato ed è esteso a tutte le piante da impianto.

- (artt. 84\87) i passaporti delle piante sono rilasciati dagli operatori sotto la loro responsabilità, dopo scrupolosi esami su piante, prodotti vegetali ed altri oggetti.

- (art. 87) gli OP hanno la responsabilità degli esami per l'emissione del passaporto delle piante.

- (art. 88) il passaporto è apposto sull'unità di vendita o sull'imballaggio.

- (art. 89) l'autorizzazione all'emissione del passaporto per le piante è rilasciata dal SFR previa verifica della competenza dell'operatore professionale in materia di organismi nocivi e della verifica della disponibilità, da parte dello stesso, di sistemi di tracciabilità conformi agli standard definiti dall'UE;

- (art. 91) gli OP possono prevedere piani di gestione dei rischi fitosanitari in modo da organizzare i propri processi produttivi e finalizzarli alla riduzione del rischio fitosanitario; tali piani sono approvati dai SFR e consentono una riduzione dei controlli da parte di questi ultimi.

- (art. 92) i SFR effettuano la supervisione degli operatori autorizzati, con ispezioni svolte almeno una volta all'anno su tutti gli OP autorizzati all'emissione dei passaporti.

- (art. 100-101-102) i certificati per l'export la riesportazione e pre-esportazione sono rilasciati solo agli OP registrati nel RUOP.

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A PARTIRE DAL 14 DICEMBRE 2019

 

Tutte le piante e i prodotti specificati dalla nuova normativa fitosanitaria potranno essere commercializzati e movimentati all'interno del territorio europeo solo se accompagnati da un passaporto delle piante (PP) o da un passaporto delle piante per Zone protette (ZP).

Gli operatori professionali interessati devono essere registrati nel Registro Ufficiale degli Operatori Professionali (RUOP) e avere avuto l'autorizzazione al rilascio del Passaporto delle piante da parte del Servizio fitosanitario competente per centro aziendale.

I passaporti delle piante emessi dagli operatori professionali autorizzati dovranno essere conformi a uno dei modelli presenti nell'Allegato al Reg. 2017/2313:

- per le piante, i materiali di moltiplicazione e le sementi non certificati si utilizzano i modelli indicati nelle Parti A e B dell'allegato al suddetto regolamento.

- per i materiali pre-base, base e certificato (fruttiferi, vite e sementi), ai sensi delle normative di settore, si utilizzano i modelli di cui alle parti C e D dell'allegato al    Regolamento, che prevedono il passaporto delle piante PP e ZP combinato con il cartellino/etichetta di certificazione.

- per i materiali di moltiplicazione CAC e le sementi standard devono essere utilizzati i modelli indicati nelle Parti A e B dell'allegato al Reg. 2017/2313.

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COME RICHIEDERE L'ISCRIZIONE AL RUOP?

 

Chi è l'operatore professionale?

Ai sensi dell'articolo 2 del Reg. 2016/2031 l'operatore professionale è un soggetto di diritto pubblico o di diritto privato che svolge a titolo professionale una o più attività seguenti in relazione alle piante, ai prodotti vegetali e agli altri oggetti, e ne è giuridicamente responsabile:

- impianto;

- riproduzione;

- produzione, incluse la coltivazione, la moltiplicazione e il mantenimento;

- introduzione, spostamento nel territorio dell'Unione e in uscita dal territorio dell'Unione;

- messa a disposizione sul mercato;

- immagazzinamento, raccolta, spedizione e trasformazione.

Esempi di operatori professionali (non esaustivo): agricoltori, vivaisti, giardinieri, importatori, esportatori e rivenditori di piante, prodotti vegetali e altri oggetti, grossisti, ecc.

 

Chi deve richiedere l'iscrizione al Registro ufficiale degli operatori professionali (RUOP):

Gli operatori professionali che:

- introducono o spostano nell’Unione piante, prodotti vegetali e altri oggetti per i quali è richiesto un certificato fitosanitario o un passaporto delle piante;

- sono autorizzati a rilasciare un passaporto delle piante;

- chiedono al Servizio fitosanitario di rilasciare certificati di esportazione, ri-esportazione, pre-esportazione;

- applicano i marchi ISPM 15 sugli imballaggi in legno;

 

Come fare la richiesta di registrazione al RUOP:

La domanda di registrazione, compilata sui modelli scaricabili nell'apposita sezione, va inviata corredata di una marca da bollo da € 16,00 al Servizio Fitosanitario Regionale competente per il territorio in cui ricade la sede legale dell’OP. Un operatore professionale può essere iscritto nel registro di un'autorità competente solo una volta. Gli eventuali ulteriori centri aziendali ricadenti in altre Regioni assumeranno il medesimo numero di registro.

Gli OP registrati presentano annualmente un aggiornamento dei dati comunicati in sede di domanda entro il 30 aprile di ogni anno per i dati dell'anno precedente.

 

La gestione del passaggio da RUP a RUOP:

Dal 14 dicembre 2019 gli SFR competenti per sede legale registreranno d’ufficio nel RUOP tutti gli OP già registrati nel RUP (Registro Ufficiale dei Produttori) ex art. 20 D. Lgs. 214/2005 ed autorizzati all’attività ai sensi dell’art. 19 del D. Lgs. 214/05 ed i fornitori accreditati ai sensi della normativa sulla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione.

A tutti questi OP verrà assegnato un codice di registrazione univoco a livello nazionale composto da IT-07-0000.

Il SFR avrà il compito di comunicare:

- il nuovo numero di registrazione;

- la possibilità di aggiornare i dati entro il 14 marzo 2020;

- l’obbligo di inviare entro il 30 aprile di ogni anno le dichiarazioni relative ai siti di produzione.

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COME RICHIEDERE IL PASSAPORTO VERDE?

 

Cos’è il Passaporto per le piante:
Il Passaporto delle piante è una etichetta ufficiale utilizzata per il trasporto e lo spostamento di determinati vegetali, prodotti vegetali e altri oggetti sul territorio dell'UE (inclusa la movimentazione all'interno di ogni Stato membro) e, se del caso, per la loro introduzione e la circolazione in una zona protetta. Il nuovo passaporto delle piante deve essere apposto sull’unità commerciale (unità di vendita) come etichetta separata, integrato in etichette esistenti, stampato direttamente su vasi o sull'imballaggio. Sui documenti di accompagnamento (fattura, bolla di consegna etc.) non devono più figurare informazioni relative al passaporto fitosanitario.

Unità di vendita: la più piccola unità, commerciale o di altro tipo, utilizzabile nella fase di commercializzazione, che può costituire il sottoinsieme o l’insieme di un lotto
- Lotto: una serie di unità di un singolo prodotto, identificabile in base all'omogeneità della sua composizione, della sua origine e di altri elementi pertinenti, che fa parte di una partita.

Si precisa che il Reg. 2016/2031 non obbliga i produttori ad applicare il passaporto su ogni singolo vaso.


A quali piante si applica il Passaporto:
a tutte le piante destinate alla piantagione (piante destinate a restare piantate oppure a essere piantate o ripiantate). Il passaporto è inoltre richiesto per l'introduzione e lo spostamento di alcune piante, prodotti vegetali e altri oggetti in determinate zone protette (ZP)*. Tale elenco è in corso di definizione da parte della Commissione e sarà reso disponibile sul sito del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali entro l'anno.

*Una zona protetta ZP è una zona geografica in cui è stabilita una protezione specifica nei confronti di determinate specie vegetali verso un determinato parassita. La Liguria è zona protetta per Erwinia amilovora.

 

Quando il passaporto delle piante è necessario:
L'apposizione del passaporto delle piante è obbligatoria qualora vegetali, prodotti vegetali e altri oggetti sottoposti a PP o a ZP:

- siano ceduti ad operatori professionali;

- siano ceduti ad acquirenti non professionisti (privati cittadini) tramite contratti a distanza (per telefono, posta elettronica, internet, catalogo, ecc. senza che vi sia la presenza fisica e simultanea delle parti coinvolte).

Non è prescritto un passaporto fitosanitario PP unicamente nel caso di vendita diretta ad acquirenti non professionisti (privati) che acquistano vegetali, prodotti vegetali e altri oggetti regolamentati per il proprio utilizzo (ovvero non a scopo professionale o industriale). Esenzione che non si applica alle emissione di Passaporti verso e in Zone protette.

 

Com’è fatto il nuovo passaporto delle piante:
Il passaporto delle piante è costituito da un'etichetta distinta, realizzata su qualsiasi supporto adatto alla stampa, purché chiaramente distinguibile da qualsiasi altra informazione o etichetta che possano figurare sullo stesso supporto (stampa su vaso, cassetta, stampa su altro imballaggio, stampa su nuova etichetta, integrazione in etichetta esistente ecc.).

Il passaporto delle piante deve essere facilmente visibile e chiaramente leggibile e le informazioni riportate devono risultare inalterabili e durature.

Il regolamento (UE) 2017/2313 ha definito le specifiche di formato del passaporto delle piante per lo spostamento nel territorio dell'Unione e del passaporto delle piante per l'introduzione e lo spostamento in una zona protetta.

 

Come richiedere l’autorizzazione al rilascio del passaporto (PP e ZP):
La richiesta di autorizzazione al rilascio del PP, compilata sui modelli scaricabili a fondo pagina, va inviata corredata di una marca da bollo da € 16,00 al Servizio Fitosanitario Regionale competente per centro aziendaleutilizzando il modulo di domanda allegato.

L’OP, quale condizione per l’autorizzazione al rilascio del PP deve:

- dimostrare di possedere conoscenze e competenze che gli consentano di eseguire i controlli delle proprie produzioni (conoscenza norme, QP, RNQP, azioni richieste per prevenire la presenza, piano efficace in caso di presenza sospetta o effettiva);

- possedere sistemi e procedure di tracciabilità. In particolare deve identificare i controllare i punti critici del suo processo di produzione;

- assicurare una formazione adeguata al personale.

 

Quanto costa:

versamento di € 100,00 una tantum.

Gli estremi per il versamento sono:

- conto corrente postale n. 86249455 intestato a Regione Liguria – Tariffa iscrizione RUP e Passaporto Piante – Servizio Tesoreria;

 

- codice IBAN per bonifico:  IT 95 D 07601 01400 00008624945

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PRIMA DEL 14 DICEMBRE 2019: NORME TRANSITORIE

 

I passaporti delle piante rilasciati prima del 14 dicembre 2019 mantengono la loro validità e accompagnano le merci fino al 14 dicembre 2023 ai sensi del Reg. 2017/2313

Le piante, i materiali di moltiplicazione e le sementi introdotti, movimentati nella UE o prodotti prima del 14 dicembre 2019, nel rispetto dei requisiti previsti dalle seguenti direttive 66/401/EEC, 66/402/EEC, 68/193/EEC, 98/56/EC, 2002/55/EC, 2002/56/EC, 2002/57/EC, 2008/72/EC e 2008/90/EC, anche in relazione agli organismi regolamentati non di quarantena (RNQP), beneficiano di un periodo transitorio fino al 14 dicembre 2020.

I passaporti delle piante per questi materiali devono attestare unicamente la loro conformità alle norme relative agli organismi nocivi da quarantena, agli organismi nocivi da quarantena per le zone protette e alle misure di emergenza.

Pertanto, nel periodo transitorio, non si applicano i controlli agli organismi regolamentati non di quarantena (RNQP) cosi come previsti dalle nuove norme fitosanitarie. 

I passaporti delle piante rilasciati dopo il 14 dicembre 2019 per i materiali che beneficiano del periodo transitorio devono essere conformi a quanto previsto dal Reg. 2017/2313 secondo le relative casistiche indicate al paragrafo precedente (materiale non certificato o materiale certificato).

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DOCUMENTI UTILI SCARICABILI

 

Nei documenti scaricabili di seguito sono richiamate le principali modifiche introdotte dal nuovo contesto normativo:

1) introduzione alla nuova normativa fitosanitaria europea;

- passaporto delle piante

- quando occorre il passaporto delle piante

- schema riepilogativo degli obblighi e delle procedure

2) nuove disposizioni in materia di passaporto delle piante europeo;

- obblighi degli operatori professionali

- domanda di iscrizione al registro ufficiale degli operatori professionali (RUOP)

- Allegato 1

- Allegato 2

- Allegato 3

- note tecniche

3) Passaporto Verde;

- domanda di autorizzazione al Passaporto Verde

- Passaporto Verde

- quando è necessario il Passaporto Verde

- schema riepilogativo emissione PP e PZ

4) note informative;

5) normativa di riferimento;

- Reg UE 2031/2019

- Reg UE 625/2017

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A CHI RIVOLGERSI IN CONFAGRICOLTURA

 

CAA - Ufficio La Spezia - Dr. Agr. Alessandro Bracco - tecnico.laspezia@agorasrl.net

CAA - Ufficio Genova - Agr. Fabio Nervo - tecnico.genova@agorasrl.net

CAA - Ufficio Savona - Agr. Laura Simoncello - tecnico.savona@agorasrl.net

CAA - Ufficio Imperia - Agr. Laura Simoncello - tecnico.imperia@agorasrl.net