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AREA FISCALE: determinazione dell'Agenzia delle Entrate sul concetto di "manipolazione" in florovivaismo
04.02.2018

AREA FISCALE: determinazione dell'Agenzia delle Entrate sul concetto di "manipolazione" in florovivaismo

Interessante risoluzione dell’Agenzia delle Entrate. Si tratta del documento 11/E/2018 che, di fatto, sottolinea come le lavorazioni nei vivai producono reddito agrario. In particolar modo la determina stabilisce che la potatura, rinvasatura e le altre attività di manipolazione svolte sulle piante da parte dei vivaisti sono attività agricole connesse e quindi rientranti nel reddito agrario. La precisazione è contenuta nella risoluzione delle Entrate del 29 gennaio  2018 ed era necessaria in quanto, quando la circolare dell'Agenzia 44/E/2004 aveva contemplato la manipolazione delle piante, ci si chiedeva come fosse possibile manipolare un arbusto se non nell'ambito dell'arte topiaria.

Ora l'Agenzia conferma (lo aveva già fatto con una consulenza giuridica) che vi sono alcune attività che possono essere classificate di manipolazione e precisamente: la concimazione e l'inserimento del terriccio per la conservazione in attesa della vendita, il trattamento delle zolle per eliminare gli insetti nocivi alle radici , nonché la potatura, la steccatura e la rinvasatura.

Queste fasi sono state individuate dal ministero delle Politiche agricole e forestali in una nota esplicativa richiamata nella risoluzione. I produttori vivaistici hanno spesso la necessità di acquistare piante quasi pronte per la vendita per completare la gamma, assicurando che tali prodotti raggiungano buoni standard qualitativi.

Quindi possono acquistare piante presso terzi, sia fiorite che da arredamento, considerandole un prodotto agricolo proprio, qualora procedano ad un intervento di manipolazione come precisato dall'Agenzia.

Si ricorda che il Decreto Ministeriale 13 febbraio 2015, nella parte forale dell'elenco dei prodotti rientranti nel reddito agrario, contempla anche le attività di manipolazione dei prodotti derivanti dalla coltivazione di piante. Rimane quindi soltanto il problema di verificare che il produttore vivaista rispetti il requisito della prevalenza delle piante prodotte nel vivaio in confronto a quelle acquistate e successivamente manipolate. La circolare n. 44/E/2004 precisa che, per determinare la prevalenza, si deve confrontare la quantità prodotta, se i prodotti appartengono alla stessa specie, ovvero il valore in caso contrario.