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100 ANNI DI CONFAGRICOLTURA: concluso l'evento a Villa Blanc presso la Luiss Business School. Giansanti "sarà un anno non celebrativo ma di duro lavoro"
04/02/2020

100 ANNI DI CONFAGRICOLTURA: concluso l'evento a Villa Blanc presso la Luiss Business School. Giansanti "sarà un anno non celebrativo ma di duro lavoro"

“Guardiamo avanti con coraggio e determinazione, forti della nostra storia e della nostra identità. Abbiamo avviato un percorso di programmazione a lungo periodo, perché è il momento di guardare oltre e di costruire il futuro”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, che ha chiuso la due giorni di lavori a Villa Blanc di Confagricoltura, realizzata in collaborazione con Luiss Business School.

Identità e futuro” è stato il primo di una serie di eventi previsti per il Centenario di Confagricoltura a cui è intervenuto, tra gli altri, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, che ha annunciato un piano strategico con investimenti per 200 miliardi di euro, puntando su intermodalità (rotaie-porti) e maggiore interconnessione Nord-Sud. “Fondamentale l’ottimizzazione della rete infrastrutturale, sia materiale sia immateriale – ha puntualizzato Giansanti -. Permette di ottenere efficienza, abbattere costi ed essere più competitivi”.

I lavori si sono sviluppati con due talk show, il primo ha riguardato sostenibilità, stili di vita per l’Italia di domani, con il presidente della Commissione Affari Costituzionali dell’Eurocamera Antonio Tajani ed il presidente del Coni Giovanni Malagò. A livello europeo – si è detto nel dibattito - andrà governato il dopo-Brexit e rivista la politica agricola comune con adeguate risorse nel bilancio pluriennale. Quindi si è affrontata la questione dei dazi che frena l’export e richiede diplomazia e accordi bilaterali dell’Unione Europea. 

Tra le questioni in primo piano poi le Olimpiadi Milano-Cortina 2026. “C’è – ha evidenziato il presidente di Confagricoltura - una stretta relazione tra sport, salute e alimentazione (dieta mediterranea) a cui si aggiungono i temi di qualità, sicurezza alimentare, etichettatura, che le Olimpiadi dovranno esaltare ulteriormente quando lo sport e l’Italia saranno in vetrina”. 

Il secondo talk show è stato dedicato all’agroalimentare al centro dell’economia nazionale ed ha coinvolto i presidenti delle Commissioni Agricoltura di Camera e Senato Filippo Gallinella e Gianpaolo Vallardi, il direttore di Ismea e nuovo capo del gabinetto Mipaaf Raffaele Borriello, il dirigente di Telecom Carlo Nardello, il vicepresidente di Granlatte Gianluca Ferrari. Si è parlato di cambiamenti climatici, sostenibilità, innovazione, semplificazione,  telecomunicazioni e digitalizzazione del Paese, aggregazioni di filiera. 

“Tutti questi – ha concluso Massimiliano Giansanti - sono temi trasversali che coinvolgono pienamente le imprese agricole e sollecitano un’agenda operativa di Parlamento e Governo e partenariati d’investimenti. Confagricoltura ha in programma nel corso dell’anno numerosi incontri con il mondo della politica, istituzioni e stakeholder che culmineranno, nei prossimi mesi, con l’evento ufficiale dei cento anni”. 

Richiamandosi ad Einaudi e all’esigenza di cambiamento del Paese, del mondo della campagna e dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli, Massimiliano Giansanti, aveva aperto i lavori della due giorni a Roma, a Villa Blanc.

Ha detto il presidente di Confagricoltura: “Voglio rifarmi alle parole di Luigi Einaudi, nel 1957, in occasione dell’apertura del corso annuale dell’Accademia dei Georgofili. ‘La viva esigenza del mondo agrario, antica e moderna, è quella del rinnovamento continuo – affermò il grande statista -. Le mutazioni non avranno tregua’. A distanza di tanti anni, quelle parole riflettono in pieno lo spirito che ha animato e continuerà ad animare i nostri imprenditori e l’azione sindacale della nostra Organizzazione”. 

Confagricoltura celebra i cento anni dalla fondazione e lo fa guardando al futuro, con un primo appuntamento realizzato con Luiss Business School, che ha riunito - alla presenza anche del premier Giuseppe Conte - rappresentanti del governo e delle istituzioni, stakeholder, giornalisti, imprenditori e docenti universitari.

L’intenzione è far diventare la manifestazione di Villa Blanc un appuntamento fisso di Confagricoltura, a cadenza annuale. Una sorta di laboratorio permanente sull’evoluzione dell’agricoltura e del settore agroalimentare, da cui trarre le indicazioni per orientare al meglio il lavoro all’interno delle imprese e nell’Organizzazione a tutti i livelli.

L’identità:La Confagricoltura, forte della sua identità, ha fatto un lungo tratto di strada – ha osservato il suo presidente -. Siamo convinti, e lo diciamo con profondo orgoglio, che le scelte della nostra Organizzazione hanno contribuito a far diventare l’Italia uno dei Paesi più avanzati ed ammirati al mondo”.

Il futuro: Come imprenditori siamo portati a guardare sempre avanti, per migliorare e rafforzare la competitività delle nostre imprese. E un modo sicuramente efficace per progettare il futuro è quello di stare in stretto contatto con il mondo universitario, con chi fa ricerca e con gli studenti che si preparano ad entrare nel mondo del lavoro”.

I lavori di Villa Blanc – organizzati in sessioni plenarie, talk show e tavoli di approfondimento – nella prima giornata si sono focalizzati, in particolare, sul mercato globale. E ovviamente, essendo l’ultima giornata del Regno Unito nell’Unione Europea, si è parlato a lungo del dopo-Brexit

“C’è da parte nostra il rammarico per il recesso del Regno Unito, ma questa è stata la scelta degli elettori britannici – ha evidenziato Giansanti -. Ora, dobbiamo guardare avanti, rilanciare l’Unione europea e lavorare per la tutela delle nostre imprese. Una proroga del periodo transitorio è assolutamente necessaria per scongiurare il rispristino dei controlli doganali tra Regno Unito e Ue, l’applicazione di dazi, la non tutela sul mercato britannico delle indicazioni geografiche protette. Se ciò accadesse sarebbe un colpo duro per la libera circolazione di persone e merci e per il made in Italy agroalimentare. Chiediamo al governo italiano una particolare attenzione ai negoziati bilaterali che partiranno all’inizio di marzo”. 

Quindi si è affrontato il tema della guerra dei dazi Usa-Ue, nell’ambito del contenzioso sugli aiuti pubblici ai gruppi Airbus e Boeing. “Alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leynen abbiamo chiesto l’avvio di un negoziato diretto che consenta di evitare, in prima battuta, i nuovi dazi che, a metà febbraio, potrebbero colpire le esportazioni italiane di vini, olio d’oliva e pasta. E di scongiurare l’inasprirsi delle tariffe su formaggi, salumi, agrumi già in vigore da ottobre. Si parta da qui per trovare un’intesa”.

Per Confagricoltura la via del negoziato è sempre preferibile, ma fissando alcune linee precise: rispetto delle regole europee in materia di sicurezza dei consumatori e protezione delle risorse naturali; difesa intransigente del nostro sistema di indicazioni protette a garanzia dell’origine e della qualità.

“Bisogna far valere, in ogni circostanza e con tutti i mezzi legali, la forza dell’economia europea e la rilevanza di un mercato sui cui agiscono 450 milioni di consumatori – ha concluso il presidente di Confagricoltura -. E in quest’ottica vanno orientate le scelte dell’Unione Europea: un bilancio pluriennale adeguato e una riforma della Pac che rafforzi il sistema agricolo. Nel suo discorso di insediamento, la presidente von der Leyen ha evidenziato la funzione geopolitica che, sempre di più, dovrà svolgere l’Unione europea. Siamo assolutamente d’accordo”.

Il ruolo dell’agroalimentare nell’economia nazionale e la sfida della sostenibilità ambientale sono i temi che sono stati affrontati nella seconda giornata di dibattito.

“L’agroalimentare è il primo settore dell’economia italiana, ma manca ancora la consapevolezza di questo primato. E delle potenzialità che possono essere realizzate”, ha detto il presidente Massimiliano Giansanti.

Da decenni la produttività del settore cresce in media di due punti percentuali l’anno. Grazie all’affermazione di una rete di imprese moderne ed efficienti, l’agroalimentare è diventato parte fondamentale dell’economia italiana in termini di creazione di reddito, occupazione, presenza sui mercati internazionali. 

“La nostra agricoltura è in testa in Europa per creazione di valore aggiunto. L’industria manifatturiera è seconda solo alla Germania – ha aggiunto Giansanti -. Eppure l’economia non cresce e la produttività ristagna da oltre un decennio”.

Dal 2017, la crescita dell’economia reale – agricoltura, industria e commercio – ha superato quella che si è registrata in Francia, Germania e Spagna. Siamo ancora indietro, invece, allargando l’analisi all’economia aggregata. Vale a dire, se prendiamo in considerazione l’apporto della pubblica amministrazione. In sostanza, se l’economia italiana è bloccata i problemi non stanno dietro i cancelli delle imprese. 

“Occorre guardare altrove – ha rimarcato il presidente di Confagricoltura - Verso strutture amministrative che in molti ambiti sono inefficienti, anche perché scarsamente digitalizzate. I servizi pubblici danno uno scarso apporto in termini di valore aggiunto. La burocrazia continua a frenare, in molti casi, l’iniziativa privata. Le infrastrutture, a partire dai trasporti, sono nel complesso inadeguate”. 

A parere di Confagricoltura c’è un diffuso consenso sul fatto che siano questi i nodi da sciogliere, per far tornare a crescere l’economia italiana, creare nuova ricchezza e buoni posti di lavoro per i nostri giovani. Non mancano le analisi, i progetti e anche le risorse. Manca la capacità di realizzazione. 

“Un sistema diffuso di buone imprese - orientate al cambiamento, aperte all’innovazione, responsabili sul piano sociale e della tutela delle risorse naturali - non è sufficiente ad assicurare una crescita economica stabile e duratura – ha rimarcato Giansanti - se manca un sistema di buon governo in grado di accompagnare e favorire l’impegno degli imprenditori”.

Confagricoltura ritiene che da troppo tempo in Italia non ci sia un dialogo strutturato tra imprese e istituzioni, per stabilire le priorità e concentrare le risorse su progetti strategici, facendo affidamento su solide competenze. In sintesi, progettare il futuro e realizzarlo ognuno secondo le proprie responsabilità. Anche perché molte sono le sfide da affrontare, a partire dalla sostenibilità ambientale.

A dicembre, il Consiglio europeo ha fissato l’obiettivo della neutralità climatica da raggiungere entro il 2050. Allo scopo, è stato proposto il “Patto Verde” che chiama direttamente in causa il settore agricolo. E nei giorni scorsi, la Commissione ha lanciato ufficialmente il progetto di una conferenza sul futuro dell’Europa, che dovrebbe iniziare il prossimo mese di maggio.

Confagricoltura accetta la sfida posta dai cambiamenti climatici. “A certe condizioni – ha detto Giansanti - possiamo senz’altro produrre le stesse quantità, riducendo il ricorso alla chimica e con una ridotta pressione sulle risorse naturali. E in quest’ottica, è giusto ricordarlo a merito dei nostri agricoltori e allevatori, sono già stati raggiunti significativi risultati. Ma la sostenibilità ambientale impone una dimensione globale. Possiamo accettare che l’Unione europea svolga un’azione guida, per indicare la strada da seguire. Ma resta il fatto che le emissioni ad effetto serra degli Stati membri incidono per il 10% su quelle complessive su scala mondiale”. 

La riduzione della produzione europea, in pratica, non avrebbe grandi conseguenze sullo stato di salute del clima a livello internazionale, se altri protagonisti dell’economia mondiale continuassero a non assumere impegni precisi e concertati. E c’è da chiedersi se l’eventuale riduzione della produzione europea sarebbe conveniente sotto il profilo della sostenibilità ambientale, se il risultato fosse quello di aumentare le importazioni da Paesi terzi dove prevalgono sistemi produttivi meno rigorosi e che distano decine di migliaia di chilometri dai nostri mercati di sbocco.

In quest’ottica Confagricoltura ritiene che l’ipotesi di una “carbon tax” sulle importazioni vada presa in attenta considerazione, per evitare discriminazione a danno delle imprese europee. E per di più senza vantaggi per l’ambiente.

“Noi pensiamo che la sostenibilità ambientale debba coesistere con quella sociale ed economica. E che occorra puntare su ricerca, innovazione e tecnologie avanzate. Senza pregiudizi”, ha concluso il presidente Giansanti.

Due giorni ricchi di contenuti, ricchi di Confagricoltura, l'agricoltura di questo paese.