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ISTITUZIONI: incontro ad Albenga con il candidato premier del M5S Luigi Di Maio
12.01.2018

ISTITUZIONI: incontro ad Albenga con il candidato premier del M5S Luigi Di Maio

Il candidato premier del MoVimento Cinque Stelle alle prossime elezioni politiche, Luigi Di Maio, ha incontrato le associazioni degli agricoltori ad Albenga, a Palazzo Scotto Niccolari, che ha accolto circa 150 persone tra curiosi e attivisti. Di Maio ha voluto incontrare questa categoria che sta vivendo diverse problematiche in Liguria.

Luca De Michelis, presidente di Confagricoltura Liguria ha rimarcato nel suo intervento alcune delle problematiche maggiori in essere per il comparto e che sono di “stretta competenza” nazionale e, quindi, di interesse per chi si candida alla guida del prossimo Governo nazionale.

"Agea – ha sottolineato il presidente ligure di Confagricoltura - non funziona e deve essere riformata".

"Il tutto per rendere finalmente operativo il nostro PSR, strumento chiave anche per mettere le piccole realtà nelle condizioni di competere per potersi affermare nei nuovi mercati odierni".

L'agricoltura – ha ricordato De Michelis - è colei che tutela il territorio. Non dobbiamo dimenticare il ruolo quindi fondamentale in questo ambito, e ci aspettiamo che il futuro Governo operi in questo senso".

Sull’accesso ai fondi europei de Michelis ha anche fatto una proposta “forte”.

“Si potrebbe ragionare in modo che le Regioni si possano autogestire nell'accesso ai fondi”.

“Le ‘politiche per i giovani’ – ha proseguito il presidente ligure di Confagricoltura – vanno perseguite con forza. Noi abbiamo una certa versatilità ma dovremmo dare una attenzione particolare ai giovani che vogliono approcciarsi all'agricoltura e lo Stato deve aiutarci in questo”.

Un altro problema rimarcato nell’intervento di Confagricoltura Liguria è la gestione corretta dell'acqua.

“Noi – precisa De Michelis - sprechiamo troppa acqua e come conseguenza non abbiamo abbastanza disponibilità di questo importante elemento, indispensabile per l'agricoltura”.

Ha così risposto Luigi Di Maio: "le associazioni agricole devono essere ascoltate prima di fare le leggi o i regolamenti sui temi che le riguardano. L'unico strumento formale per ascoltare le categorie è '900esco. L'obiettivo prima ancora di discutere dei singoli temi è quello di dare la modalità per le categorie di incidere quando vengono fatte le norme che le riguardano. Dovremmo fare in modo che chi rappresenta un settore possa incontrare i funzionari che redigono i testi. Oggi è troppo difficile riuscire a farlo".

Tra i temi, anche quello del dissesto idrogeologico: “Dobbiamo evitare di costruire, ma ristrutturare l'esistente permettendo all'agricoltura di tutelare il territorio".

Parla poi di Europa Di Maio: "l'Europa non è un monolite immutabile, ma dobbiamo puntare su questo. Noi non abbiamo mai avuto un governo stabile, ma adesso anche la Germania e la Francia, per fare due esempi, sono in difficoltà. Questo è il momento giusto per sederci ai tavoli importanti per parlare di tematiche come l'agricoltura. Noi diamo all'Ue 20 miliardi di euro, ne rientrano 12 ma l'Europa non deve essere un pozzo senza fondo: il denaro che versiamo deve rientrare. In questi anni abbiamo avuto una visione miope che non ci ha permesso di tutelare quanto avevamo. Noi siamo fuori dai ‘radar’ di molte norme europee perché nessuno ha mai fatto valere le nostre posizioni. In Europa le piccole imprese hanno 45 dipendenti noi in Italia non siamo neppure considerati come piccole imprese".

Sull'agricoltura: "L'Agea va proprio riformata del tutto. Noi in Italia abbiamo 187mila leggi nazionali che si sommano a tutte le altre. Questo fa si che ogni impresa agricola, o anche solo una famiglia, ogni due giorni si vede ‘cadere sulla testa’  una nuova norma. Da quando giro l'Italia mi sento dire 'basta fare leggi sulla semplificazione che ogni volta introdurre un certificato in più': è proprio il sistema ad essere sbagliato oggi".

"Per superare alcuni problemi – ha sottolineato Di Maio - dovremmo guardare un po' alle altre realtà europee ad esempio abbassando il costo del lavoro, combattendo anche la burocrazia e lo faremo, ad esempio, attraverso un progetto "leggidaabolire.it": noi chiediamo alle categorie di darci una indicazione in tal senso. Dovremmo potenziare i controlli, unire le banche dati e lasciare libere le persone di lavorare".

"La vera sfida – ha concluso il candidato M5S - è incontrarci dopo il 4 marzo perché in campagna elettorale difficilmente troverete un programma brutto. Ora bisogna guardare quelli credibili".