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PUC di Borgio Verezzi. Da Confagricoltura Savona il monito contro il consumo del suolo e per ribadire il ruolo primario dell'agricoltura
12.11.2016

PUC di Borgio Verezzi. Da Confagricoltura Savona il monito contro il consumo del suolo e per ribadire il ruolo primario dell'agricoltura

CONFAGRICOLTURA SAVONA:

IL NUOVO PUC DI BORGIO VEREZZI, AL PARI DEGLI ALTRI PIANI IN APPROVAZIONE IN QUESTI MESI NELLA PROVINCIA DI SAVONA, NON PUO’ DIMENTICARE IL RUOLO PRIMARIO DELL’AGRICOLTURA NELL’ECONOMIA DEL NOSTRO TERRITORIO

OCCORRE RICORDARE ANCHE CHE L’AGRICOLTURA DA SEMPRE E’ SINONIMO DI CUSTODIA DEL TERRITORIO E DI FRUIBILITA’ DELLO STESSO A FINI TURISTICI

LUCA DE MICHELIS – PRESIDENTE CONFAGRICOLTURA SAVONA: “LE NOSTRE PROPOSTE PER RIAFFERMARE TUTTO CIO’ RIBADENDO LA NECESSITA’ DI NON CONSUMARE ALTRO SUOLO AGRICOLO”

PROPOSTE CONCRETE PER RILANCIARE ATTRAVERSO LA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE LA COMPETITIVITA’ DELLE IMPRESE AGRICOLE

Confagricoltura Savona ha presentato nel weekend un ricco documento di posizione in cui ha espresso la propria posizione sul nuovo PUC del Comune di Borgio Verezzi.

“Abbiamo articolato – sottolinea il presidente di Confagricoltura Savona, Luca De Michelis – un tavolo tecnico in cui abbiamo raccolto i massimi esperti in materia non solo del comprensorio di Borgio e della nostra provincia, ma della stessa Liguria”.

“Da questo momento di confronto – precisa De Michelis – sono scaturite le proposte di modifica e miglioramento del PUC che, licenziate dal Consiglio Direttivo di Confagricoltura Savona, sono divenute documento ufficiale inviato oggi al sindaco del Comune di Borgio Verezzi, Daquino”.

Quattro i punti nodali della posizione di Confagricoltura: ribadire la posizione strategica dell’agricoltura nel panorama economico e a difesa del territorio, accompagnare con una giusta pianificazione territoriale le imprese ad accrescere la loro competitività, bloccare il consumo di suolo, e garantire la tutela e razionalizzazione dell’uso delle acque.

Punti chiave con cui leggere le osservazioni al PUC e le proposte relative.

Ancora il presidente savonese di Confagricoltura: “abbiamo espresso la nostra ferma contrarietà all’aumento di edificazione previsto dal Piano, anche perchè nulla appare in merito al recupero del patrimonio residenziale ad oggi esistente”.

“Crediamo che il consumo del suolo vada fermamente  contrastato – prosegue Luca De Michelis – ed è anche necessario che nel PUC vengano identificate le reali necessità di utilizzo delle acque potabili finalizzate a nuove espansioni edificatorie future, al fine di valutarne la quantità e confrontarle con la disponibilità”.  

E’ evidente – secondo Confagricoltura Savona - che la conversione di aree agricole o ex agricole ad aree con destinazione d'uso residenziale non può che determinare una riduzione della risorsa "suolo", con conseguente diminuzione della percentuale di territorio comunale a carattere "naturale" o "seminaturale"

“Appare di estrema necessità – sottolinea ancora il presidente savonese di Confagricoltura -  l’individuazione di un percorso al fine di realizzare  un acquedotto irriguo  al servizio degli appezzamenti agricoli di Verezzi”.

“Suggeriamo in tal senso una fattiva collaborazione ed interazione con il Comune di Finale Ligure e nello specifico con il Consorzio irriguo di Gorra”.  

“In molte aree rurali – precisa De Michelis - la perimetrazione delle diverse zone agricole non corrisponde alla reale vocazione produttiva dei terreni ricadenti in tali zone”.

Infine la nota di Confagricoltura Savona punta l’accento sul verde pubblico: “Il verde pubblico rappresenta, nel tessuto urbano ed in tutte le aree fortemente urbanizzate, comprese le aree esistenti di insediamenti produttivi, una risorsa, spesso carente seppur di vitale importanza”. 

“Desidereremmo che in tali aree vi fosse una proporzione adeguata alla vivibilità umana tra il verde pubblico e la cementificazione, che auspichiamo possa essere prossima al 50%.   Non ha senso andare a progettare verde pubblico su terreni che oggi ospitano aziende 2 agricole, le quali con le loro produzioni assorbono CO  e producono ossigeno. Appare invece inevitabile che nelle aree dove gli insediamenti residenziali e produttivi sono già presenti, si intervenga per sopperire a questa carenza di verde, che dovrebbe essere prevista per legge”.