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L'apparente "piccola dimensione" dell'agricoltura ligure a tutela del territorio e del paesaggio
03.02.2015

L'apparente "piccola dimensione" dell'agricoltura ligure a tutela del territorio e del paesaggio

L’APPARENTE “PICCOLA DIMENSIONE” DELL’AGRICOLTURA LIGURE A TUTELA DEL TERRITORIO E DEL PAESAGGIO.

CONFAGRICOLTURA LIGURIA:

“11.628 AZIENDE DI MENO DI UN ETTARO CUSTODISCONO UN TERRITORIO DI OLTRE 5.000 CHILOMETRI QUADRATI, LIMITANDONE

L’ABBANDONO, EVITANDONE L’EROSIONE RENDENDOLO FRUIBILE PER UN’ALTRA IMPORTANTE RISORSA PRIMARIA: IL TURISMO”

ESENTARE DALL’IMU IMPRENDITORI AGRICOLI E COLTIVATORI DIRETTI DI TUTTE LE AREE, NON SOLO DELLE ZONE MONTANE,

PER UN RICONOSCIMENTO VERO DEL RUOLO DEGLI AGRICOLTORI A CUSTODIA DEL TERRITORIO

Confagricoltura Liguria più volte in questo periodo ha ribadito con forza il ruolo di “custodia del territorio” esercitato dagli agricoltori liguri.

“La nostra Regione – sottolinea il Centro Studi di Confagricoltura Liguria – ha una superficie di poco più di 5.000 chilometri quadrati, di cui il 69 % ricoperto da boschi. Su 20.208 imprese agricole ‘registrate’ dal VI censimento generale dell’agricoltura italiana dell’Istat, 11.628 hanno una superficie inferiore ai 10.000 metri quadrati. Queste apparenti dimensioni aziendali minime – prosegue Confagricoltura Liguria – rappresentano una ricchezza enorme per il territorio e la popolazione ligure”.

“E’ infatti grazie a queste aziende – sottolinea Confagricoltura Liguria – che occupano poco più di 13.000 addetti su oltre 680.000 occupati in Liguria (Fonte Istat) che non solo il territorio è custodito ma diviene anche ricchezza per la collettività in quanto splendido volano del turismo, ormai unica voce in attivo insieme all’agroalimentare, in Liguria”.

Un paradigma semplice nella sua evidenza quello sottolineato da Confagricoltura Liguria. Un settore apparentemente “marginale” come quello agricolo che rappresenta l’ 1,3 % del PIL della Liguria, valore economico per i suoi addetti ma anche valore sociale per la collettività, in quanto l’agricoltura con i suoi terrazzamenti, le sue serre, i boschi ed i pascoli evita a questa Regione che i danni cagionati dalla sempre più frequenti alluvioni e frane siano ancor più gravi.

“E la custodia di questo territorio diventa nuovamente valore economico per la collettività – sottolinea Confagricoltura Liguria – in quanto la Liguria grazie alle sue ricchezze enogastronomiche (8 certificazioni di qualità per la viticoltura, 1 per l’olio ed 1 per il basilico) sta riscoprendo il turismo legato, non solo ed esclusivamente al mare che garantisce a questa realtà il maggior numero di bandiere blu del Paese, ma anche ad un entroterra che conta ormai 15 bandiere arancioni del Touring Club Italiano”.

“L’Istat testimonia – prosegue la nota di Confagricoltura Liguria – che il turismo enogastronomico ligure segna un più 8,2 % nell’ultimo anno, segno che il territorio rappresenta una ricchezza da proteggere e valorizzare a beneficio di tutti!”

“Ed è anche per agevolare questo processo virtuoso – sottolinea il presidente regionale di Confagricoltura Liguria, Renato Oldoini – che occorre esonerare tutti gli agricoltori da tasse inique come quella dell’Imu. Con queste ‘politiche’ – prosegue Oldoini – unite al sapiente utilizzo dei fondi di sostegno all’agricoltura, quali il Programma regionale di sviluppo rurale, si può accrescere ulteriormente il tessuto agroalimentare, invertendo la rotta che ha visto, negli ultimi decenni, un inesorabile abbandono di un territorio che se pianificato in modo da favorire il ritorno dell’agricoltura, agevolato nella tassazione, può diventare, come i dati dimostrano, volano di rinascita economica della Liguria, oltre che valore sociale per tutti”.