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Basilico: dal Ministero l'approvazione al trattamento straordinario per contrastare la Peronospora
18.05.2015

Basilico: dal Ministero l'approvazione al trattamento straordinario per contrastare la Peronospora

BASILICO: DAL MINISTERO L’APPROVAZIONE AL TRATTAMENTO STRAORDINARIO PER CONTRASTARE LA PERONOSPORA

CONFAGRICOLTURA LIGURIA: “UNA DECISIONE ASSOLUTAMENTE INDISPENSABILE OTTENUTA GRAZIE ALLA FERMA AZIONE DI CONFAGRICOLTURA NAZIONALE SUL MINISTERO”

UNA CONCRETA RISPOSTA AD UN SETTORE CHE PRODUCE OGNI ANNO 170 TONNELLATE DI BASILICO

Il Ministero della Salute ha approvato l’uso eccezionale del formulato Maestro WG advance (Fosetil Alluminio) sul basilico sia in pieno campo che in serra per contrastare la Peronospora belbahrii. Si potrà utilizzare per centoventi giorni giorni e, quindi, fino al 8 settembre 2015. Il decreto sarà presto pubblicato sul sito del Ministero, intanto se ne può richiedere copia al CeRSAA di Albenga, al CSF - Regione Liguria di Sanremo ed al Distretto Florovivaistico della Liguria.

“La decisione del Ministero – commenta Renato Oldoini – presidente di Confagricoltura Liguria – va nella direzione da noi auspicata. Si tratta di un passaggio fondamentale e fortemente voluto da Confagricoltura che, a livello nazionale, si era attivata facendosi promotrice di un’interrogazione parlamentare nel merito, a firma di molti parlamentari, consegnata al Ministro Martina in data 29 aprile”.

Una concreta risposta – secondo Confagricoltura Liguria – per un settore fortemente caratterizzante l’agricoltura ligure.

“Stiamo parlando – prosegue il presidente ligure di Confagricoltura – di una produzione di oltre 170 tonnellate/anno di cui 120 in serra. In Liguria questa coltivazione ricopre circa 40 ettari dei 100 complessivi nel panorama nazionale. Oltre un milione di mazzi – precisa Renato Oldoini – per una produzione di alta qualità, ancorchè di nicchia in una frammentazione aziendale che vede coltivare basilico in più di 100 aziende in tutta la Regione, con una superficie media di mezzo ettaro ad azienda per otto addetti ad ettaro”.

“Un comparto – sottolinea Confagricoltura Liguria – assolutamente primario nel panorama ligure, capace attraverso la DOP riconosciuta giusto 10 anni fa, di esportare il ‘made in Liguria’ in tutto il mondo, laddove il pesto genovese è sinonimo di Liguria ed Italia”.

Spiace constatare, stante questi numeri, che ad Expo non sia stato possibile permettere la degustazione ed il consumo diretto del pesto genovese, il che – secondo Confagricoltura Liguria – rappresenta non solo un discrimine rispetto ad altri prodotti d’eccellenza dell’agroalimentare italiano, ma, soprattutto, un’occasione persa di allietare i palati dei milioni di turisti in arrivo in Italia e a Milano in particolar modo.